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Gb: Labour candida musulmano a sindaco di Londra

La metropoli più multiculturale d’Europa potrebbe avere il primo sindaco musulmano della sua storia. Il partito laburista ha annunciato il candidato a sindaco di Londra nelle elezioni locali del 2016: è Sadiq Khan, 44 anni, deputato di origini pachistane che in passato ha occupato incarichi ministeriali. È riuscito a sorpresa a superare nella votazione interna la favorita, l’ex ministro Tessa Jowell, considerata una blairiana di ferro. E già gli analisti affermano che questo rappresenta il nuovo corso del partito d’opposizione, pronto ad affidarsi ad ‘outsider’ su posizioni più a sinistra, e che domani potrebbe scegliere come suo nuovo segretario Jeremy Corbyn, il paladino dell’anti-austerità e del pacifismo. Khan ha vinto senza problemi, conquistando quasi il 60% dei voti. Gli elettori laburisti hanno preferito quindi l’avvocato dei diritti umani e pro-gay alla Jowell che aveva contribuito alla vittoria di Londra nella candidatura alle Olimpiadi del 2012. «Non mi sarei mai aspettato questo risultato», ha detto il neo eletto con una certa sorpresa. «Come molti londinesi, devo tutto a Londra», ha aggiunto. E non è retorica, se si guarda alla storia della sua famiglia umile di immigrati dal Pakistan. Il padre ha potuto trovare lavoro come autista di bus, mentre la madre faceva la sarta. Khan è cresciuto in una casa popolare in periferia, ha studiato sempre nella capitale per poi iscriversi alla University of North London dove ha preso la laurea in legge. Ha poi intrapreso una brillante carriera come legale nella difesa dei diritti civili, maturando la passione politica che lo ha portato fra le file del Labour e da lì in Parlamento, nel 2005. Il suo programma per Londra punta su trasporti meno costosi e la ‘lotta’ alla crisi degli alloggi. Potrebbe essere proprio lui il successore del conservatore Boris Johnson, che è il primo cittadino della capitale dal 2008 ma che ha scelto il ritorno sulla scena politica nazionale, diventando nuovamente deputato e sognando, non lo ha mai nascosto, di diventare un giorno leader Tory e primo ministro. E già domani la ‘rivoluzione’ laburista potrebbe essere completata, con l’elezione di Corbyn alla guida del partito. Fra i giornali del Regno Unito c’è chi lo dà già come vincitore ma deve ancora superare un voto in cui se finisse al ballottaggio potrebbe anche rischiare la sconfitta. Provocatorio il Financial Times, il giornale della City, in un suo commento, intitolato: ‘Corbyn leader? È colpa dei banchieri«. Secondo l’editorialista, grande responsabilità del candidato anti-austerità è da attribuire ai tanti scandali che hanno colpito la finanza britannica e internazionale negli ultimi anni

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