| categoria: Cultura

MOSTRE/ Caravaggio torna a Mosca con 50 caravaggeschi

Caravaggio torna a Mosca dopo quattro anni, protagonista con un unico capolavoro di una mostra sui suoi successori, oltre 50 dipinti di maestri caravaggeschi non solo italiani ma anche spagnoli, francesi e olandesi. Il quadro, «Il fanciullo morso da un ramarro» (1594), e’ stato esposto e presentato in anteprima oggi a Villa Berg, sede dell’ambasciata italiana di Mosca, alla stampa e poi ad un folto pubblico di vip russi e italiani. Da lunedi’ sara’ al centro della mostra «Caravaggio e i suoi successori. Dalle collezioni della Fondazione Longhi di Firenze e Museo Pushkin», che restera’ aperta fino al 10 gennaio 2016. L’esposizione, ha sottolineato l’ambasciatore Cesare Ragaglini, costituisce un’ideale prosecuzione della mostra «Caravaggio (1571 – 1610). Dalle collezioni dell’Italia e del Vaticano», realizzata nel 2011 nell’ambito dell’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e che e’ stato l’evento artistico di maggiore successo mai dedicato in Russia al genio lombardo, grazie alla presenza di ben undici capolavori del maestro. Con Caravaggio a Villa Berg prosegue anche la tradizione di «ospitare» in ambasciata i capolavori dei grandi maestri del Rinascimento italiano «di passaggio» in Russia. Negli ultimi anni l’ambasciata d’Italia ha presentato in anteprima al pubblico russo i dipinti di Raffaello, Bernini, Bellini, Lotto, Bronzino e Mantegna. Lo stesso Caravaggio era gia’ stato «ospite» della rappresentanza diplomatica nel 2011, con l’opera «Il Fanciullo con canestra di frutta». La mostra allestita al Museo Pushkin presenta caratteristiche davvero uniche: riunisce opere provenienti dalla Fondazione di studi di storia dell’arte Roberto Longhi di Firenze e dalla collezione permanente del Museo Pushkin e illustra la profondissima influenza del grande Maestro italiano sull’intero sviluppo della pittura europea. Un’esposizione che, con la sua ampia panoramica sui maestri caravaggeschi europei, «testimonia anche il benefico ruolo dell’arte e della cultura per la costruzione di un’Europa spiritualmente unita», come ha osservato Ragaglini. Il «Fanciullo morso da un ramarro» rappresenta un’opera giovanile di Caravaggio, composta nel suo primo periodo romano quando l’artista, ancora lontano dal raggiungere notorieta’ e fama, fu probabilmente costretto a venderla a basso prezzo. Nell’opera pero’ si possono gia’ cogliere i segni della sua grandezza, come la tensione naturalista, l’originalita’ della natura morta, il gioco di riflessi e lo studio della fisionomia e dell’animo umano. E anche il suo significato allegorico, con i temi della vanita’ della giovinezza, del pericolo improvviso che si nasconde nella vita e del forte dolore causato da un amore non corrisposto. «Le relazioni culturali sono un tradizionale pilastro del rapporto bilaterale tra l’Italia e la Russia, che hanno sempre favorito il mantenimento di un dialogo intenso e caloroso tra i due Paesi e tra i due popoli», ha ricordato l’ambasciatore. «Negli ultimi anni, a partire dall’Anno Incrociato della Cultura nel 2011 fino alle manifestazioni che sono seguite, Exhibitaly nel 2012 e l’Anno del Turismo nel 2014, l’offerta culturale italiana in Russia e’ molto cresciuta e una delle sue migliori testimonianze e’ lo stretto rapporto di collaborazione instaurato con i piu’ importanti Musei russi», ha aggiunto.

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