| categoria: attualità, primo piano

Ungheria, fermato italiano alla guida di un camion con 33 migranti

imageUn camionista italiano è finito in un brutto guaio: la polizia ungherese lo ha fermato nei pressi del lago Balaton, non lontano da Budapest. Nel Ducato rosso guidato dal 53enne Daniele Filippini, di Fino Mornasco, in provincia di Como, gli agenti hanno trovato 33 siriani, stipati come mosche. Tra loro anche due donne. Dovrà rispondere dell’accusa infamante di «traffico di esseri umani». Deve apparire davanti a un giudice, per l’udienza di convalida dell’arresto. Si tratterebbe di un disoccupato, sposato e con due figli. Avrebbe detto di aver agito per carità umana, per soccorrere i siriani infreddoliti. Ma i migranti, secondo alcune fonti, avrebbero parlato di una somma di 300 euro per salire sul furgone, la cui destinazione finale – sempre secondo i siriani – era la Germania. E proprio in terra tedesca in questi nove mesi, sono ben 27 gli italiani denunciati alle procure locali, in Baviera, per il reato di traffico di immigrati. Secondo la Bundespolizei, la maggior parte dei trafficanti proviene invece dai Paese dell’Est Europa, Ungheria, Romania e Bulgaria. Lo fanno «per soldi, non per beneficenza», ha detto all’ANSA, commentando questi dati, Cristiana Bianco, penalista esperta in tutela dei diritti fondamentali e diritto penale europeo. Spesso però gli italiani che finiscono nel gorgo del traffico sono spinti a loro volta dalla disperazione: in molti casi sono disoccupati, e correndo il rischio di accompagnare i profughi oltre confine guadagnano fra i 500 e i 1.000 euro, mettendosi a disposizione per un viaggio in autostrada. «Giovani, ma anche sempre più spesso persone di 50 anni rimaste senza lavoro. Sono incensurati, o comunque non hanno precedenti specifici. Magari hanno visto fallire la loro piccola impresa. E il contatto avviene per caso, fra una chiacchiera e l’altra, al bar. Capita di sentirsi dire: »Saresti disposto a portare della gente a Monaco, per 800 euro più le spese?’«, ha spiegato la penalista. I distributori di benzina lungo le strade al confine tra Ungheria e Serbia, che in almeno un paio di casi si stagliano a due passi dai centri di raccolta o accoglienza, si sono riempiti di avvoltoi. Soprattutto di notte l’attività è frenetica: gli aspiranti accompagnatori, novelli sirene di Omero, attirano i migranti. I quali a loro volta trattano sul prezzo, oppure lasciano stare e continuano la loro marcia. I volontari spiegano ai migranti che è meglio lasciar stare: ci sono gli avvoltoi particolarmente crudeli, anche quelli che portano i migranti nuovamente al confine, o con la violenza li sbattono fuori al primo angolo buio

Ti potrebbero interessare anche:

Brasile, ancora scontri. Il governo non molla, il Mundial si farà
Canada sotto attacco, commando jihadista spara in parlamento
GRECIA/ Alba Dorate cresce ancora, disfatta dei ribelli di Syriza
Saviano respinge le accuse di plagio: "Mi attaccano perché ho successo"
Manovra, è fatta. Ok anche dal Senato
Sarah Scazzi, confermati gli ergastoli



wordpress stat