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Vespa-Marino, nuovo round sui Casamonica. Il conduttore: il sindaco voleva la mia testa per non perdere la sua

Nuova puntata dello scontro tra Ignazio Marino e Bruno Vespa per la presenza in tv dei Casamonica. Stavolta é il conduttore di Porta a Porta ad attaccare.  «Rispetto i sentimenti del sindaco. Sarebbe tuttavia interessante fare un sondaggio tra i romani: si sentono più offesi dalla trasmissione di Porta a Porta o dalle condizioni in cui si trova la città? O dal fatto che i vigili urbani sono intervenuti in forza al funerale di Vittorio Casamonica non per staccare i manifesti blasfemi o provocatori, ma per regolare il traffico in tilt?», dice alla Stampa Vespa dopo che il sindaco di Roma aveva detto di essersi sentito offeso come sindaco e come cittadino per la puntata in cui sono stati ospitati i Casamonica. «Uno dei favori maggiori che si possano fare alla mafia – dice Vespa – è buttarla in caciara: la mafia è dappertutto e Vespa, magari non volendo, ha fatto un favore alla mafia. Dimenticando che i miei due ospiti sono incensurati e che al loro Padrino non è mai arrivato nemmeno un avviso di garanzia per concorso esterno, un reato che non si nega a nessuno. I magistrati facciano un bel processo per mafia ai Casamonica e noi facciamo un’altra trasmissione». «Auspicare la rottamazione degli altri per esorcizzare la propria – afferma quindi Vespa – può essere un buon esercizio di training autogeno. Negli Stati Uniti, Marino avrà visto celebri anchorman (e woman) durare decenni e anche da noi ci sono esempi luminosi. In vent’anni Porta a Porta ha sempre battuto i concorrenti che non erano gente di serie B. Il pubblico sceglie, ma è l’editore che decide». «La Vigilanza deciderà e io la rispetto – aggiunge – Ieri un parlamentare mi ha scritto: sono stato 19 anni in Vigilanza e non ho mai visto un caso del genere. Personalmente non ricevevo tanti attestati di solidarietà da quando nel ’93 mi dimisi da direttore del Tg1. Se in tempi non lontani qualche mio collega autore di programmi ben più hard avesse subito il linciaggio di questi giorni sarebbe caduto il mondo».

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