| categoria: Roma e Lazio

Storace: Zingaretti capriccioso rifiuta il confronto con le opposizioni

«Zingaretti non capisce. L’ultima grana è l’inchiesta sul Cotral, con tanto di consiglieri del Pd coinvolti. Ma lui e la sua maggioranza restano chiusi a testuggine e il consiglio regionale non si convoca. Sembrano ferie più lunghe di quelle di Marino, in lite col mondo». Lo scrive sulla sua pagina Facebook Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra. «L’opposizione ha chiesto formalmente la presenza del Governatore alla riunione dei Capigruppo per varare il calendario dei lavori. Il presidente Leodori ha riconvocato la conferenza per lunedì alle 16. C’è da sanare la ferita di inizio agosto, legata alle rivelazioni su Mafia capitale – continua Storace – c’è da rimediare alla grave scorrettezza dell’accorpamento delle Asl, contestato anche dai sindacati, senza discussione approfittando di un maxisubemendamento approvato in piena notte senza possibilità di modifiche».«E tante altre cose – aggiunge il segretario nazionale de La Destra – compresa l’odissea dei lavoratori Cup, compresa la sceneggiata sulla direzione appalti della regione (la centrale acquisti), compreso l’elenco dei revisori dei conti che dovrebbero controllare quelli che benedice il Governatore, compreso il caso del direttore generale del Sant’Andrea nominato da lui e messo ai domiciliari dalla magistratura, compresi i garanti dei detenuti e dell’infanzia e il difensore civico che non si nominano perché la maggioranza pretende per sé addirittura le figure di garanzia. Non basta quello che ha. Famelici». «Zingaretti non ragiona e non vuole presentarsi alla capigruppo – continua Storace – Pare davvero un capriccio, che non credevo potesse venire da una figura istituzionale del livello di un Presidente di Regione, e fa sapere che l’opposizione la incontra solo informalmente. Ok, se non ci passerà la voglia, andremo lunedì alle 11,30 nel suo ufficio protempore, mica possiamo addolorarlo con la pretesa di un confronto nella sede istituzionale dei capigruppo, addirittura davanti a un verbale. Qualcuno però gli spieghi prima che se non ci sono risposte politiche, le cerchiamo in altre sedi. Più fastidiose, credo – conclude il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio – di quel consiglio regionale che lui non sopporta proprio nemmeno se deve rispondere a un semplice question time».

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