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USA2016/ E’ Rick Perry il primo ad abbandonare il campo

Rick Perry, ex governatore del Texas, fa un passo indietro. Ed e’ il primo ad abbandonare l’affollato campo repubblicano nella corsa per la Casa Bianca. Quasi inesistente nei sondaggi, la raccolta fondi non decolla e il politico di provata fede conservatrice, pur con un suo seguito, getta la spugna. Qualcuno gia’ dice che e’ stato ‘punito’, per essersi scagliato in maniera cosi’ feroce contro Donald Trump ormai beniamino incontrastato dei sondaggi. L’imprenditore miliardario ha superato anche quella soglia psicologica del 30% dei consensi (e’ al 32%) che ne fa in questa fase l’indiscusso frontrunner tra i candidati per la nomination repubblicana. Eppure a dare battaglia a Trump sono pronti tutti, o quasi. L’ultima (solo in ordine di tempo) e’ Carly Fiorina, ex ceo di hp scesa in politica, che ha un conto aperto con lui dopo le ultime osservazioni tacciate di sessismo: «Pensate che possa diventare presidente degli Stati Uniti con quella faccia?» ha detto Trump all’indirizzo di Fiorina in un’intervista. (Le ha detto della bruttina insomma, e’ stato tradotto). Lei gli ha gia’ risposto per le rime, ma ci si aspetta gia’ uno scambio pirotecnico nel dibattito tv previsto per mercoledi’ a cui parteciperanno 11 dei 16 contendenti. Perry non ce l’avrebbe fatta comunque a salire su quel palco. Era stato escluso anche dal primo dibattito, a Cleveland lo scorso 6 agosto moderato e trasmesso da Fox News. I criteri per la selezione sono a discrezione del network che organizza il ‘duello’ sulla base di una valutazione che combina il seguito, la popolarita’, la ‘posizione’ in sostanza in cui si trova il candidato in quella fase della corsa. Questa volta la Cnn, che trasmettera’ l’evento dalla Reagan Presidential Library in California, ha incluso invece Carly Fiorina. Del resto i dibatti televisivi non sono mai stati fiore all’occhiello di Perry. Il più longevo governatore nella storia del Texas, leader di belle speranze che ad un certo punto veniva visto anche come il possibile ‘salvatore del partito repubblicano’, Perry e’ gia’ caduto alla prova del fuoco nel 2011, la prima campagna presidenziale che aveva tentato, quando fece scena muta davanti alle telecamere. E li’ si’, davvero, fu punito. Perry e’ pero’ solo il primo: con 16 aspiranti alla nomination e’ inevitabile che la il fronte repubblicano sia destinato ad assottigliarsi nelle prossime settimane. Forse gia’ all’indomani del dibattito in tv. C’e’ da vedere infatti come ne usciranno da quello che gia’ si prospetta un altro ‘Trump show’. Lo attaccheranno. Ci proveranno quanto mento. «Vado nella fossa dei leoni»’, ha riconosciuto lo stesso Trump proprio oggi, dicendosi pronto :«tutta la mia vita e’ preparazione per un dibattito». Non scherza. Per questo forse c’e’ da aspettarsi che non proprio tutti siano pronti ad azzannare: c’e’ Ben Carson per esempio, l’altro ‘non-politico’, neurochirurgo sceso in campo giurando battaglia alla Washington lontana dagli interessi della gente che al momento segue Trump nei sondaggi (al 19%, il 10% in piu’ rispetto ad un mese fa). O Ted Cruz, dato come possibile alleato di Trump tanto che si parla gia’ di ‘strana coppia’.

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