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LONDRA/ Braccio di ferro Cameron-Corbyn sul diritto di sciopero

Ricorda molto gli anni Ottanta il primo scontro tra il governo conservatore di David Cameron e il neo eletto leader laburista Jeremy Corbyn. La ragione del contendere è la Trade Union Bill, proposta di legge voluta fortemente dai Tory che introduce una serie di restrizioni al diritto di sciopero e che oggi è stata discussa a Westminster. Molto dura la posizione di Corbyn, che ha parlato di «attacco ai lavoratori», lanciando un guanto di sfida che ricorda i memorabili scontri in Parlamento fra Margaret Thatcher e l’opposizione laburista. Mentre si chiude, fra qualche polemica, la formazione del suo governo ombra, che vorrebbe essere il più possibile «unificante e inclusivo». Corbyn ha scelto le pagine del Daily Mirror, tabloid filo-Labour, per lanciare il suo affondo. «La Gran Bretagna ha già le leggi sui sindacati più restrittive nell’Europa occidentale, e fra i conservatori c’è chi ha paragonato questa nuova legge a qualcosa tipico di una dittatura fascista». E ha aggiunto: «Si può scegliere e questo governo fa ancora una volta le scelte sbagliate». Oggi c’è stato il suo ‘battesimo del fuoco’ ai Comuni come leader nella prima fila del Labour. La proposta di legge arriva dopo i controversi scioperi nei mesi scorsi che hanno messo in ginocchio i trasporti di Londra, coi dipendenti della metropolitana che hanno deciso di incrociare più volte le braccia opponendosi alle condizioni del nuovo servizio notturno della Tube. Servizio il cui lancio, fissato il 12 settembre, è slittato a data ancora da definirsi a causa dei negoziati tra l’autorità dei trasporti cittadini, Transport for London, e le unions. Mentre si accende la battaglia sulla proposta di legge, Corbyn schiera in campo la sua squadra completata, nonostante una serie di polemiche. Il fatto più eclatante è stato il rifiuto da parte di Chuka Umunna, soprannominato il Barack Obama britannico, di far parte del governo ombra. Lo ha dichiarato lo stesso ex ministro ombra per le Attività produttive che ci sono differenze «su punti chiave» fra lui e Corbyn in fatto di politica europea. Umunna lo ha accusato di non aver preso una posizione chiara in favore di una campagna pro-Ue nel referendum sulla Brexit. Accuse che però sono state smentite sebbene in materia non ci sia un completa compattezza all’interno del partito, come ha rilevato il Guardian. Dal canto suo Corbyn ha cercato di costruire un governo ombra che vuole essere il più possibile equilibrato fra le diverse anime del partito dopo le divisioni della campagna per l’elezione del segretario. Fra i più centristi della lista, l’ex candidato alla leadership Andy Burham occupa l’incarico agli Interni, Hilary Benn resta al suo posto agli Esteri e il blairiano Lord Falconer viene confermato alla Giustizia. Fra i più vicini alla piattaforma di sinistra di Corbyn spicca il nuovo Cancelliere dello Scacchiere ombra, John McDonnell. Ma è polemica per l’esclusione di donne ai posti chiave. Respinta però dallo stesso Corbyn che ha sottolineato come la maggioranza degli incarichi (16 su un totale di 31) sia andata a donne e che non ci sono ministeri ombra più o meno importanti. Fra le curiosità c’è la presenza di due sorelle gemelle, Maria Eagle, alla Difesa, e Angela Eagle, alle Attività produttive.

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