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“Il governatore ha dimenticato il suo impegno per il S.Giovanni di Dio di Fondi

«Settembre è arrivato. Zingaretti nei mesi scorsi aveva assicurato che entro questo mese avrebbe provveduto alla revisione dell’atto aziendale della Asl di Latina. Una promessa che deve mantenere e che ha assunto nel corso dell’ultima riunione che si è svolta nella sede della giunta regionale nel corso dell’incontro sul futuro del San Giovanni di Dio di Fondi alla presenza del sindaco Salvatore De Meo e dopo la protesta dei cittadini. I passaggi da effettuare sono conosciuti da tempo. L’ospedale, che è perno della sanità nella provincia di Latina e nel comprensorio centro, deve tornare ad essere efficiente al 100%. Il progressivo svuotamento di reparti e prestazioni ha reso la struttura il fantasma di se stessa. La scelta di spalmare i servizi tra diversi ospedali sta solo creando disagi ai cittadini. La proposta del sindaco De Meo, che risponde alle richieste e alle esigenze dei cittadini è chiara e condivisibile. Affinchè l’ospedale di Fondi sia realmente operativo, e per non creare un buco nero nella già precaria assistenza territoriale, è fondamentale rendere operativi h/24 i servizi di emergenza per cardiologia, radiologia e laboratorio analisi che al momento lavorano solo nelle ore diurne privando di assistenza i pazienti che arrivano la notte come se le malattie fossero ad orologeria. È necessario dotare ostetricia e ginecologia, che sono una eccellenza, dei servizi di supporto per l’urgenza, e soprattutto una volta per tutte si deve fare chiarezza sul futuro della Chirurgia che nel periodo estivo è stato svuotato con la rassicurazione di un ritorno alla normalità a settembre. La schizofrenica gestione della sanità nella nostra provincia continua a creare solo falle in un sistema che dovrebbe avere quali elementi distintivi la qualità e l’efficienza. Se costringiamo i pazienti alla transumanza da un ospedale all’altro per effettuare gli esami necessari ad una diagnosi si viene meno al rispetto del diritto alla cura. Ormai sono tre anni che sentiamo parlare di rivoluzioni in atto. La rivoluzione ci sarà anche ma è solo nella testa di Zingaretti e Caporossi che forse pensano che attuarla significhi smontare gli ospedali, distribuire a macchia di leopardo i servizi e non dotare la pianta organica del personale adeguato. In questo modo si sta distruggendo un patrimonio di eccellenze e non si sta agendo nell’interesse dei cittadini, compito per cui Zingaretti è stato eletto e Caporossi viene retribuito. Se non sono in grado di farlo si dedicassero ad altre cose. Da parte nostra restiamo al fianco dei cittadini pronti a mobilitarci se le proposte elaborate non saranno accolte e se Zingaretti si rimangerà le sue parole. Intanto aspettiamo con fiducia di conoscere l’esito della valutazione dei direttori generali delle Asl, compresa quella di Latina ovviamente, perché questo è un altro importante banco di prova per comprendere se la fase dell’immaginazione sia davvero finita e Zingaretti abbia deciso di tornare nel mondo reale». Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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