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LOMBARDIA/ Lega, stop contributi agli hotel che ospitano i profughi, insorge l’opposizione

Un emendamento contenuto nella riforma lombarda sul turismo mette l’opposizione contro la Lega. Il punto riguarda, in particolare, la scelta di non fornire più contributi a quelle strutture ricettive che accolgono profughi. Un modo per «favorire chi non ha lucrato sul profittevole business dell’immigrazione» a usare le parole di Fabio Rolfi, vice capogruppo del Carroccio e firmatario dell’emendamento, oppure «una norma ingiusta, che cozza contro i principi fondamentali della Costituzione» secondo il senatore Pd, Franco Mirabelli. «Esprimo la mia soddisfazione per l’approvazione di questo importante provvedimento che sarà utilissimo per gli albergatori e gli operatori del turismo. Mi rammarico che l’opposizione non abbia voluto votare per questo importante provvedimento», il commento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che non interviene sulla polemica, ma apprezza la riforma votata dalla maggioranza con 40 voti a favore, 26 i voti contrari espressi dai gruppi di minoranza. Nel triennio la Regione metterà a disposizione 25 milioni di euro. Con l’emendamento «si prevede che d’ora in avanti contributi, finanziamenti agevolazioni e qualsiasi altro beneficio di carattere regionale per alberghi e strutture turistiche sarà dato esclusivamente a coloro che hanno scelto di non ospitare gli immigrati sbarcati illegalmente nel nostro Paese», spiega Rolfi. «Se i signori del Pd avessero letto nel dettaglio il testo avrebbero compreso che ci si limita a ribadire un principio sacrosanto: i soldi dei lombardi, che servono a finanziare il turismo, devono essere utilizzati solo per questo tipo di attività. Vogliamo quindi favorire chi non ha lucrato sul profittevole business dell’immigrazione, trasformando le propria struttura in un centro d’accoglienza, attirato dal facile guadagno. Chi decide di fare altro dovrà dire addio ai contributi regionali, con buona pace della sinistra».
Mirabelli chiede al governo «di impugnare la legge in questione, non appena sarà approvata. Chi accoglie i migranti aiuta anche l’Italia ad affrontare un’emergenza e dunque va premiato e non certo punito. La norma approvata dal Consiglio della Lombardia è barbara e contraria a tutti i nostri principi». Secondo il consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri «Il centrodestra ha trovato un compromesso non sulle politiche ma sui valori, e su questi non si può negoziare. La politica dovrebbe sapersi fare carico delle preoccupazioni dei cittadini, non cavalcarle. Per cercare di colpire chi scappa da guerre e persecuzioni si finisce per penalizzare gli operatori alberghieri lombardi che assolvono a una funzione sociale rispondendo a una richiesta di collaborazione del ministero dell’Interno». Per l’esponente di patto Civico, Umberto Ambrosoli, «La differenza in questa Aula sta in come si decide di affrontare una emergenza umanitaria e con chi predica esclusione senza soluzione. Nella nuova versione non si fa differenza tra immigrati regolari e irregolari e non si rispettano soggetti privati a cui lo Stato ha chiesto aiuto per controllare un fenomeno globale. Non escludo che qualcuno abbia stuprato il fenomeno dell’accoglienza, ma qui stiamo generalizzando». Contrario anche il Movimento 5 Stelle. «È stato stravolto – sottolinea il consigliere Stefano Buffagni – un provvedimento utile, e su cui abbiamo lavorato per un anno, per trasformarlo in una caciara senza né capo né coda. Il turismo lombardo è una risorsa anticrisi che va sostenuta con ogni mezzo in una regione devastata economicamente». Di diverso avviso Ncd. «Questa legge è molto importante per lo sviluppo dell’economia della nostra Regione – dice Mauro Piazza -. Mi sarebbe piaciuto che quest’aula avesse potuto dibattere nel merito di un provvedimento così innovativo per il nostro turismo, senza sbandare strumentalmente in questioni morali che nulla concernono con la legge. Non è scandaloso affermare che le risorse regionali per il turismo vadano a premiare attività ricettive che investono e contribuiscono alla crescita turistica della Lombardia». Per il consigliere regionale del gruppo ‘Maroni presidente’ Antonio Saggese «Questa è una legge concepita e scritta per sostenere le imprese lombarde del turismo, non chi accoglie gli immigrati. Per quest’ultimo scopo, lo Stato ha speso 2 miliardi di euro in tre anni e Regione Lombardia non intende assolutamente utilizzare i soldi dei cittadini per contribuire». E aggiunge: «Sappiamo bene che dietro l’accoglienza degli immigrati si è sviluppato un business dai contorni in alcuni casi poco puliti: ci mancherebbe altro che Regione Lombardia contribuisca ad alimentare questo business».

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