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Sisma nelle Marche, scuole evacuate ma nessun danno

Molta paura ma nessun danno in provincia di Pesaro Urbino per una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 distintamente avvertita alle 9:12 dalla popolazione di Mercatello sul Metauro, Borgo Pace, Sant’Angelo in Vado e Belforte, ma anche nei comuni vicini della Toscana e dell’Umbria, da Sestino a Città di Castello. Il territorio è quello delle colline a cavallo fra il Montefeltro e l’Alta Valle del Metauro. Numerose persone sono scese in strada e i 400 bambini e ragazzi che frequentano le scuole dell’Istituto comprensivo di Borgo Pace, Mercatello e Sant’Angelo sono stati fatti evacuare dalla dirigente scolastica a scopo precauzionale: file ordinate, i genitori richiamati per riportare a casa i figli. Non ci sono stati danni agli edifici (la profondità del sisma era a 7 km), ma il sindaco di Borgo Pace, Romina Pierantoni, è corsa a monitorare di persona la situazione e lo sgombero delle aule scolastiche: «Non si sono avuti malori o scene di panico e la gente è tornata subito al lavoro» ha raccontato all’ANSA. Resta però la preoccupazione per una nuova crisi sismica in un distretto già noto come a rischio, e investito dal forte terremoto di Marche e Umbria del 1997. La scossa delle 9:12 (poi riparametrata dall’Ingv a 3.7 grazie ad una migliore localizzazione e ricalcolo della magnitudo) era stata preceduta ieri sera da due terremoti di magnitudo 3.5 e 2, e seguita da un’altra di magnitudo 2.2. Tante le telefonate ai centralini dei vigili del fuoco per avere notizie, anche se a fine giornata sono solo due, ed entrambe negative, le verifiche statiche condotte dai pompieri in un edificio privato e nella scuola media ‘Michelina Toccì di Cagli: solo vecchie crepe. La Sala regionale della Protezione civile ha seguito i sopralluoghi; non c’è stato bisogno di attivare i Centri operativi comunali, nè di aprire la nuovissima struttura antisismica di Borgo Pace, il comune più piccolo (600 abitanti) di quelli dell’epicentro. Nessuno dormirà fuori questa notte, così almeno dicono i sindaci, mentre il presidente della Provincia Daniele Tagliolini, che nelle stesse ore partecipava ad un convegno sul dissesto idrogeologico a Piandimeleto, si tiene in contatto costante con le amministrazioni comunali. Il Palazzo ducale di Urbino è rimasto regolarmente aperto, e l’afflusso di visitatori non si è mai arrestato: nella città feltresca la scossa più forte è stata percepita solo ai piani alti delle case

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