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IL PERSONAGGIO/ Alexis, il premier senza cravatta, ha vinto la sua scommessa

Alexis Tsipras ha vinto la sua scommessa. Il ribelle diventato premier senza cravatta ha ottenuto dai greci una seconda possibilità. «Ci aspetta una strada di duro lavoro e lotta», ha cinguettato su Twitter non appena sono passati i primi dati che certificavano la sua vittoria. Quando lo scorso 20 agosto annunciò le sue dimissioni chiese un «mandato forte» del «popolo sovrano». Due giorni fa, nel suo ultimo comizio a piazza Syntagma, ha chiesto di nuovo ai greci di dargli fiducia. E i suoi elettori gliel’hanno data, nonostante l’alto astensionismo e la spaccatura del fronte della sinistra greca che rischiava di togliere consensi al suo partito. D’altronde Tsipras è abituato a stupire: neanche quarantenne, ha unito la rissosa sinistra greca. L’ha portata a sbancare le urne. Subito dopo ha fatto un’alleanza di governo con un partito di destra. È riuscito a dichiarare guerra all’austerità, persino a convocare un referendum che la bocciasse, salvo poi fare dietrofront sull’orlo del baratro e accettare un’intesa durissima con i creditori. E dopo l’ok del suo Parlamento e della Germania e il versamento dei primi 13 miliardi di euro dall’Esm, ha rilanciato ancora dimettendosi e puntando alle elezioni. Un voto in cui ha rischiato tutto. Ingegnere civile, 41 anni (è nato ad Atene il 28 luglio 1974, quattro giorni dopo la caduta del regime dei colonnelli), proviene da una famiglia della media borghesia e, mentre studia, comincia a fare politica nel movimento dei giovani comunisti divenendo presto uno dei leader della rivolta studentesca contro una legge di riforma scolastica. Membro del Consiglio Centrale dell’Unione Nazionale Studentesca di Grecia dal 1995 al 1997, a maggio 1999 esce dal partito comunista ellenico (Kke) e diventa segretario del movimento giovanile della coalizione della sinistra radicale Synaspismos fino al 2003. Nel 2004 entra a far parte della segreteria politica. Due anni dopo viene eletto consigliere comunale di Atene con oltre il 10% dei voti. Ma è nel 2006 che si fa notare sulla scena politica quando corre per la poltrona di sindaco di Atene piazzandosi al terzo posto. Nel 2008 viene nominato presidente di Synaspismos diventando il più giovane leader nella storia della politica greca. Alle politiche del 2009, con la coalizione chiamata Syriza, ottiene il 4,6% ed entra in Parlamento. Tre anni dopo, con il Paese devastato dall’austerità e dalla recessione, Syriza prende alla prima tornata elettorale il 16,78% e alla seconda, resasi necessaria per l’impossibilità di creare un governo, finisce per sfiorare il 27%. Infine, solo otto mesi fa, a gennaio, il trionfo e il tumultuoso percorso che ha portato all’accordo di luglio lacrime e sangue con i creditori. Da domani, per l’ex ribelle Alexis, inizia un nuovo capitolo. Come sempre, senza cravatta.

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