| categoria: politica

Grillo lancia il raduno di Imola, “non ci sono leader”

Beppe Grillo chiama l’Italia dal futuro: è il 2042 e lui, truccato in un video come un vecchio scienziato, parla dal suo laboratorio di idee di quello che è stato l’esperimento in un Paese governato dal Movimento. Tra ampolle di vetro e provette descrive quella che è stata l’invenzione della nuova Italia a 5 Stelle: un paese in cui è nata la democrazia dal basso, in cui stato approvato il referendum senza quorum, abolita Equitalia, utilizzate solo energie alternative naturali, dove è stato messo in sicurezza il territorio ed è stato approvato il reddito di cittadinanza. E, ovviamente, è stato abbandonato l’euro. «Abbiamo visto un futuro possibile, l’abbiamo visto lo stiamo vedendo, stiamo vedendo questo futuro, l’avete visto» immagina Grillo in un vai e vieni tra l’oggi e il domani dove ironizza anche sulla sua recente condanna per diffamazione: «Siamo dal 2017 al Governo e sono passati 25 anni, l’ho goduta poco perché sono uscito di galera una settimana fa, ma abbiamo fatto una cosa meravigliosa! Di tutto!». Poi, di colpo, torna alla realtà: «Adesso apriamo gli occhi perché siamo tornati al presente» e questo presente del 2015 è solo un «buco nero» governato da «fantasmi» come Renzi e Berlusconi. «L’Italia va cambiata e l’unico movimento che può cambiarla è il Movimento 5 Stelle» avverte Grillo che lancia il suo invito alla kermesse di ottobre a Imola: «Voi siete il Movimento 5 Stelle! Non ha leader il Movimento 5 Stelle». Neppure lui e il cofondatore Casaleggio sono leader, sembra voler dire quando chiude il collegamento dal «futuro» salutando gli attivisti e lasciando cadere che forse a Imola non ci sarà: «Grazie a tutti e poi ci vediamo, poi vediamo se ci vediamo…» La storia del leader la ripete per sedare i malumori che l’investitura nei fatti di Di Maio ha provocato nel gruppo degli eletti. Ma non bastano le smentite: il ‘delfino’ Di Maio ormai è identificato con la premiership del Movimento e accanto a lui fatica a mantenere un ruolo di primo piano il più ‘barricadero’ tra i ‘grillini’, Alessandro Di Battista. Ma sono proprio Di Maio e Di Battista, e non Grillo o Casaleggio, che attacca il governatore Pd della Campania, Vincenzo De Luca, il quale torna polemicamente sulle interviste ai due esponenti mandate da Rai 3 per sbeffeggiarli: li paragona ad un cartone di Heidi in cui, dice ricordando le parole della colonna sonora del cartoon che spopolava tra i bambini negli anni ottanta, gli «sorridono i monti e le caprette gli fanno ciao». «Che tenerezza, mi sono intenerito. Mezz’ora di trasmissione, come se stessero intervistando Kennedy, Roosevelt, Camillo Benso di Cavour. Che vi devo di’…Hanno deciso di cambiare immagine, di presentarsi tutti responsabili. Prima, invece, aggredivano…».

Ti potrebbero interessare anche:

Come S.Rosa, il governo fatica, barcolla ma non cade
Vicepresidenza Camera: il Pdl cede. Eletto Baldelli, fuori la Santanchè
Italia unica: Passera presenta il suo nuovo movimento politico
FI/ Berlusconi incontra le nuove leve. Partito da rifondare
GIUNGLA/ Le "partecipate" sono 11mila, ma duemila non hanno dipendenti
Giornata contro la violenza alle donne, eventi e denunce



wordpress stat