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Lazio colabrodo già sotto accusa, “undici indegni”

Da Napoli a Napoli. Centododici giorni fa la Lazio batteva la squadra partenopea e festeggiava, a Formello, il terzo posto con migliaia di tifosi Ben altra atmosfera rispetto a quella vissuta la scorsa notte, quando il gruppo, reduce dal pesante 5-0 subito al San Paolo, ha evitato il confronto con il centinaio di supporter presenti, entrando nel centro sportivo da un ingresso secondario. La felicità vissuta qualche mese fa ha lasciato spazio alla delusione e alla rabbia per un avvio di stagione in cui, lontana dall’Olimpico, la Lazio si è mostrata fragilissima e non ancora in grado di ottenere una vittoria: a Shanghai, contro la Juve, ha perso la finale di Supercoppa Italiana; a Leverkusen ha compromesso la qualificazione alla fase a gironi della Champions League incassando tre gol; peggio ancora nelle debacle di Verona, sponda Chievo, e Napoli in cui ha subito complessivamente nove reti. Quella dei laziali è la peggiore difesa del campionato (10 reti) assieme al neo promosso Carpi: troppo poco per quelli che il 31 maggio erano gli ‘eroi’ del San Paolo e che, dalla scorsa notte, sono diventati ’11 indegni’, come scritto sul muro di recinzione di Formello. Una scritta che, assieme ad altre contro Lotito, è stata cancellata già in mattinata. All’interno resta la squadra trincerata in ritiro. Come alla vigilia del match con i napoletani dello scorso anno, ma questa volta per confrontarsi nel day after. Pioli ha spostato la seduta prevista per stamane a oggi pomeriggio. Serviva guardarsi in faccia e misurare il polso ad un gruppo che non sembra più unito: Lulic appare distratto dalle questioni contrattuali; il desaparecido Felipe Anderson dai comunicati della sorella procuratrice che un giorno sì e uno no rivendica un posto da titolare per il fratello. Ma a mancare, oltre al gioco, è la presenza dei leader. Pesano gli infortuni di de Vrij in difesa, Klose in attacco e Biglia a centrocampo. Questi ultimi due sono, almeno sulla carta, il vice e il capitano biancocelesti. Sulla carta perché, senza di loro, la fascia è passata di braccio in braccio. A metterci la faccia ieri è stato ancora una volta Mauri. «Chiediamo scusa ai tifosi», ha detto il capitano ‘ombra’, tornato in squadra, dopo che la Procura ha deciso di non impugnare la sua sentenza nel processo al calcioscommesse, ma senza più, almeno ufficialmente, i gradi di comando. La sua squalifica era legata a Lazio-Genoa del 14 maggio 2011: da allora i biancocelesti non hanno più battuto proprio quel Grifone che mercoledì farà visita all’Olimpico. Come a Napoli, mancherà l’infortunato Candreva (stamane ha svolto accertamenti alla caviglia). Toccherà agli altri dimostrare un’indispensabile inversione di rotta, sfatando anche il tabù genoano.

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