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MARE DI LATINA/ Doccia fredda sul Lungomare, il senso unico non si tocca

Una estate di battaglia, manifestazioni, proteste, polemiche. Tutto inutile. “Il senso unico sul lungomare di Latina resterà da Foce Verde verso Capoportiere? Una doccia fredda” così Gianluca Di Cocco commenta la notizia per cui il senso unico non verrà invertito e rimarrà così come è. Parla in qualità di commerciante, più che di ex assessore Di Cocco, che ricorda che già prima dell’estate aveva lanciato una petizione con gli altri esercenti del lungomare, i residenti e buona parte dei cittadini per invertire il senso di marcia.“A giugno, poco prima della caduta del Sindaco Di Giorgi – scrive su Facebook -, era stato approvato in giunta su proposta di Tiero, il progetto esecutivo per l’inversione del senso unico e per l’installazione della segnaletica speciale tramite la quale sarebbero stati indicati i punti di servizio presenti sul lungomare e la loro distanza”.

“Gli interventi dal costo complessivo di 200mila euro erano stati inseriti in quelli residuali nel progetto Plus ma – ricorda Di Cocco -, con la caduta dell’amministrazione comunale, il progetto non è stato portato a compimento perché non è stata presentata in tempo alla Regione la richiesta per accedere ai finanziamenti”.
Tutto questo si ripercuote sui commercianti per i quali le file chilometriche di macchine sul lungomare e i pochi parcheggi sono un danno economico incalcolabile. “I cittadini pur di non fare il giro da via Casilina fino a Foce Verde per poi tornare indietro preferiscono rinunciare a raggiungere un’attività commerciale, rischiando di mandare in bancarotta noi che viviamo di turismo” dice di Cocco.“Il lungomare è il caos più assoluto e mancano anche le basi (come la segnaletica stradale) per riqualificarlo. Senza parlare del problema della mancanza di posti auto, dimenticato dalle istituzioni. La passeggiata al mare, così come la Ztl, sono due progetti che non sono stati portati a termine e che restano così incompiuti. Ora il lungomare ripiomberà nell’isolamento, tutti lo dimenticheranno e noi commercianti ne subiremo le conseguenze e, per colpa della mala amministrazione e di tutti coloro che hanno provato a metterci i bastoni tra le ruote, addirittura producendo una contro petizione alla mia. Ad oggi potremmo anche rischiare di perdere il lavoro” conclude amaramente Di Cocco.

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