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Privati e sanità, appalti truccati anche nel Savonese?

Concorsi truccati all’azienda sanitaria pubblica che, per fare un bando di gara, chiede la consulenza all’Unione Industriali non tenendo in considerazione il conflitto d’interessi. È quanto emerge a margine dell’inchiesta della Guardia di Finanza su Gsl ad Albenga. Asl 2 savonese nella bufera. «Di ’sta roba non ne so niente. E nei confronti di chi mi accusasse di avere fatto la sperimentazione di ortopedia privata all’ospedale di Albenga con l’obiettivo di assegnarla al gruppo Gsl di Albani, sono pronto alla denuncia per calunnia. Non sono mai stato sentito dagli inquirenti, non ho atti a disposizione».

L’ex presidente della Regione Claudio Burlando è indagato dalla Procura di Savona, nell’inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza, per concorso in turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Secondo i pm, proprio la Regione avrebbe favorito i privati chiudendo una convenzione del valore complessivo teorico sino al 2020 di 165 milioni di euro a partire dal 2011.

Un trasferimento di risorse pubbliche al privato, per evitare la fuga dei pazienti fuori Liguria, su cui aveva messo gli occhi anche la Corte dei Conti che aveva attivato le Fiamme Gialle. Un lavoro seguito dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi, che ha portato ad indagare quindici persone tra Gsl (Gruppo Sanitario Ligure), medici e dirigenti, vertici di Asl e Regione. Oltre a Burlando sono nei guai il suo ex vice e assessore alla salute Claudio Montaldo e Franco Bonanni, direttore generale del dipartimento sanità. Solo per i manager pubblici dell’Asl e per l’imprenditore Gsl Alessio Albani (consigliere Carisa e leader ligure dei giovani di Confindustria) il pm ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la sospensione dagli incarichi.

Burlando non fa parte del gruppo d’indagati per cui sono state chieste misure cautelari, ma nelle informative della Guardia di Finanza finite nel fascicolo della Procura è accusato, da presidente, di aver esercitato pressioni psicologiche («coazione morale») capaci d’indurre i funzionari Asl a «condotte collusive» con le quali sarebbe stata influenzata la regolare procedura di gara a favore di Albani. Una tesi tutta ancora da dimostrare.

Burlando, dal suo punto di vista, spiega così l’operazione Albenga: «Un’idea della Regione. La giunta ha condiviso la proposta dell’assessorato competente per evitare le fughe dei pazienti lontano dalla Liguria e risparmiare. L’ospedale di Albenga era una scatola parzialmente vuota. E il progetto non ci è stato proposto da Albani, che neppure conoscevo prima di questa operazione. Non ho mai avuto il suo numero di telefono. In merito alla favola del voto di scambio, alle primarie sosteneva Cofferati. Non era certo vicino alle mie posizioni».

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