| categoria: economia

CONTRATTI/ Sindacato diviso, dalla Confindustria ci va solo la Cisl

Partenza tutta in salita per il tavolo sul nuovo modello contrattuale, con il fronte sindacale spaccato. Cgil e Uil saltano l’incontro tecnico, convocato in mattinata nella sede di Confindustria. Si presenta solo la Cisl. E, di fatto, si avvia un confronto al momento a due. Con uno strappo da ricucire. Da un lato Cgil e Uil insistono nel chiedere a Confindustria di sbloccare prima i tavoli dei rinnovi contrattuali, a partire da quelli in scadenza di metalmeccanici, chimici, alimentaristi, dando una garanzia in questo senso, e poi si dicono pronti al confronto sulle regole. Per la Cisl il segnale degli industriali in questo senso invece c’è stato e comunque la «verifica» si fa ai tavoli stessi. La premessa, per il sindacato guidato da Annamaria Furlan, è «mai disertare un confronto». Per gli altri due, invece, la posizione condivisa tra tutti e tre era di non andare e insistere con il pressing sui rinnovi. Il confronto si è aperto, racconta all’uscita da via dell’Astronomia il segretario confederale della Cisl Gigi Petteni, con uno «scambio di valutazioni», anche sulla proposta della Cisl, e di «convergenze» con Confindustria sulla «esigenza» di «cambiare» le regole della contrattazione, ferme al 2009: «Abbiamo fatto una buona discussione», ha sottolineato. Vedute e posizioni, dunque, al momento appaiono più che distanti ma certamente si tenterà di ricostruire un percorso insieme, di ritrovare l’unità. Anche se non sarà affatto facile. L’incontro tecnico con Confindustria «è saltato e non si svolgerà fino a quando non saranno riavviati i confronti per i rinnovi dei contratti nelle categorie interessate», rimarca il leader della Uil, Carmelo Barbagallo: «Quando le condizioni pattuite saranno rispettate, noi saremo pronti a riprendere il negoziato interconfederale per la riforma del sistema contrattuale». E «adesso spetta alla Confindustria fare presto». Stessa linea dal sindacato guidato da Susanna Camusso: «Prima lo sblocco dei tavoli dei rinnovi contrattuali», su cui «serve un segnale chiaro» da parte dell’associazione degli industriali. E «solo dopo saremo disponibili a fissare una nuova data di incontro con Confindustria per discutere del nuovo modello contrattuale». Ovviamente, «poi si dovrà vedere il merito», afferma corso d’Italia, «ma intanto sollecitiamo una procedura separata dei rinnovi dalla discussione sulla riforma del modello contrattuale». Insomma, bisogna prima ripartire dai rinnovi. L’ultimo modello contrattuale è del 2009 (non fu firmato dalla Cgil allora guidata da Guglielmo Epifani), sperimentale per quattro anni e basato sull’Ipca (l’indice armonizzato europeo dei prezzi al consumo che aveva sostituito l’inflazione programmata), ed è scaduto ad aprile del 2013. A febbraio scorso la Uil ha presentato una proposta di modifica, indicando come parametro a cui legare i salari la crescita del Pil e non più l’inflazione. La Cisl ha invece presentato la sua proposta in cui si rafforza il contratto di secondo livello per rilanciare la produttività. Confindustria spinge per legare i salari alla produttività.

Ti potrebbero interessare anche:

Lavoro: emergenza Sud, -336.000 occupati in 5 anni
Istat-Cnel, sempre peggio: 6,7 mln in gravi difficolta' economiche
La crisi veste Prada, volano i ricavi. E' boom per il marchio del made in Italy
Fiat la Consulta dà ragione alla Fiom:"Illegittimo articolo 19 su rappresentanza"
WALL STREET/Il 2014 inizia con nuovi record per Dow e s&p 500
Acea, Catia Tomasetti è il nuovo presidente. Ridotto il cda a 7 membri



wordpress stat