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Omicidi a Napoli, guerra tra clan senza esclusione di colpi

L’ultimo omicidio in una piazza affollata: la vittima predestinata ammazzata mentre era seduta su una panchina, con la folla terrorizzata in fuga. È accaduto ad Acerra (Napoli) dove è stato colpito un uomo di 57 anni, Adalberto Caruso. Intanto gli investigatori non si sbilanciano ancora sul movente dell’omicidio di Andrea Saraiello, il giovane di 26 anni ucciso la sera di venerdì in una strada di periferia, a Napoli. Ma, esclusa la pista della rapina (la potente moto sulla quale viaggiava è rimasta a terra così come nessuno ha toccato i soldi che aveva in tasca) non fanno mistero di considerare la sua morte come un possibile capitolo della guerra tra clan in città. Sgarri, tentativi di smarcarsi dall’ obbedienza al ras del quartiere vengono puniti senza pietà mentre la geografia delle cosche appare sempre più impazzita, tra schegge che non riconoscono l’autorità dei vecchi capi e giovani che formano bande pronte a raid sanguinari. Tutto per il business droga mentre la città è attraversata da due scontri cruenti. Quello che si consuma nel centro storico e che ha presumibilmente portato alla morte del giovane Genny Cesarano alla Sanità – gli investigatori devono chiarire se vittima innocente o in qualche modo coinvolto – e quella che si combatte al lato opposto di Napoli, nella zona occidentale. Qui, finora si erano registrati soprattutto raid intimidatori a ripetizione, con esplosioni di colpi di kalashnikov in aria o contro abitazioni. C’entra qualcosa la morte di Saraiello, prima residente a Secondigliano ma ora di fatto domiciliato a Fuorigrotta, non lontano dal Rione Traiano, epicentro dello scontro? Quella di venerdì sera nei suoi confronti è stata una vera e propria esecuzione camorristica ma lui non risulta affiliato ad alcun clan. Se il delitto fosse collegato alla guerra in atto nella zona si tratterebbe di fatto del primo omicidio, almeno negli ultimi mesi, dopo che finora ci si era limitati ai raid senza colpire persone. Del giovane resta una inquietante foto – pubblicata da alcuni organi di stampa – sul profilo Facebook a nome di Andrea Thomas, che i carabinieri ritengono riconducibile proprio a Saraiello, nella quale si punta alla tempia una pistola placcata in oro e commenta ‘Io me la sento e voi?’. Gli investigatori stanno cercando di capire se tra i suoi amici virtuali vi fosse qualcuno riconducibile ai clan della zona occidentale. Nemmeno Adalberto Caruso, il 57enne ammazzato nella affollata piazza del sabato sera ad Acerra, risulta affiliato a qualche cosca anche se è il cognato di un uomo in carcere per omicidio e lui in passato ha avuto problemi con la giustizia. Anche per lui esecuzione camorristica. Era seduto su una panchina in piazza, di fronte a un grande crocifisso di metallo e a un quadro raffigurante la Madonna, quando è stato avvicinato dal killer che gli ha esploso un solo colpo di pistola a uno zigomo; il proiettile gli ha attraversato il cranio. Alcuni passanti – mentre altri, terrorizzati, scappavano via – hanno soccorso l’uomo cercando di trasportarlo a braccia nella vicina clinica Villa dei Fiori, per poi fermare, lungo il tragitto, un’ autoambulanza del 118. Le indagini battono gli ambienti della criminalità. Caruso è stato punito per qualche sgarro? Tra le ipotesi investigative anche quella di un giro di prestiti di denaro.

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