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Dal Consiglio dei ministri nuove disposizioni per i compensi degli amministratori giudiziari

Nuove disposizioni in materia di modalità di calcolo e liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari, ovvero di coloro che sono chiamati a gestire i beni sequestrati, sono stati varati oggi dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Il decreto, approvato oggi in via definitiva, vuole, spiega il Governo, assicurare l’uniformità, l’economicità e la trasparenza delle prassi giudiziarie e, nel contempo, l’efficace gestione dei patrimoni illeciti destinati alla confisca e alla successiva destinazione sociale. Le percentuali adottate nello schema di decreto – spiega una nota – consentono un sensibile contenimento dei compensi attualmente liquidati dagli uffici giudiziari. Il decreto assume, come modello di riferimento, la disciplina regolamentare in materia spettante al curatore fallimentare e al commissario giudiziale nella procedura di concordato preventivo. I procedimenti di prevenzione disciplinati dal Codice antimafia presentano infatti, in merito alla gestione dei beni sottoposti a sequestro o a confisca, innegabili elementi di connessione con le procedure concorsuali. Il Governo ha però operato un adattamento dei criteri propri della materia fallimentare, perché questi riguardano la liquidazione del compenso complessivamente dovuto alla conclusione della procedura concorsuale (la cui ragionevole durata è fissata, in 6 anni), quando invece l’attività dell’amministratore giudiziario, da remunerare sulla base del regolamento, cessa al momento della pronuncia del provvedimento di confisca di primo grado. La riduzione è stata compiuta tenendo conto espressamente della maggiore delicatezza dell’incarico di amministratore in contesti di criminalità organizzata

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