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Mancini: l’Inter gioca male? Non mi interessa

Roberto Mancini, allenatore dell'Inter

Le critiche non lo destabilizzano, i risultati sono quelli che contano e alla fine il gioco migliorerà: l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini non si sofferma sulle accuse riguardo alla scarsa qualità messa finora in campo dai suoi giocatori che domani affrontano la Fiorentina seconda in classifica. «Il gioco è brutto? non mi interessa», dice riguardo al tormentone che accompagna l’Inter prima in classifica a punteggio pieno, con cinque vittorie su cinque e quindici punti. Mancini non accetta i luoghi comuni che pure caratterizzano il calcio italiano e che si sta trascinando in questo avvio di campionato. La squadra crescerà, è solida e ha la mentalità giusta. L’allenatore pensa in grande e punta sempre e comunque al massimo, non firmerebbe mai per un compromesso, sia il terzo, quarto o quinto posto. Non si scompone neanche per gli elogi arrivati da Capello e Trapattoni? Cosa significano per lui? «Che sto invecchiando…». «Non saprei se l’Inter gioca male. Spero – dice – che i risultati possano essere sempre così, per arrivare sempre più in alto. Non mi interessa se qualcuno dice che giochiamo male, sono in grado di giudicare da solo. Non credo ci siano squadre perfette, si può sempre migliorare. La squadra ha la mentalità giusta». Spira un vento nemico, vista l’aggressività delle critiche? «I nemici li abbiamo tutti, non esiste chi non ha nemici. A volte è invidia, cattiveria, stupidità. Credo che l’Inter stia cercando di giocare a calcio, stia cercando di fare del proprio meglio, a volte non è facile, perchè alcune squadre si chiudono in 10. Non siamo il Barcellona, ci vorrebbero dei decenni per arrivare a quei livelli, ma abbiamo qualcosa in più degli altri se alla fine dopo la partita abbiamo tanto possesso palla e tanti tiri. Dobbiamo continuare a migliorare». «Conta avere una squadra abbastanza fisica sul campo, ma- argomenta l’allenatore – abbiamo giocatori molto tecnici come Telles, Jovetic, Ljajic, anche Melo nonostante dicano sia un macellaio. Sono tecnici e fisici allo stesso tempo». Mancini continua a vedere favorite Juve, Roma e Napoli: «Il fatto che siano dietro è una casualità». Apprezzamenti anche per Ljajic, che ha il potenziale del numero 10: «Ha qualità tecniche alte, ma deve conoscere squadre e compagni meglio, sta capendo che San Siro è San Siro. Il Meazza è lo stadio in cui è più difficile giocare, hanno giocato i più grandi in assoluto. Lui dovrà adattarsi al fatto che gioca a San Siro, ma ha quel tipo di qualità». Contro la Fiorentina sarà una partita difficile ma bella e potrebbe essere un’altra tappa importante della scalata al titolo da parte dei nerazzurri. «Non firmo mai per arrivare terzo, quarto, quinto. Ma neanche se fossimo quinti o sesti. Le grandi squadre – afferma Mancini – devono avere come obiettivo il massimo».

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