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MOSTRE/ Pablo Echaurren, la contropittura in 200 opere

Oltre 200 opere tra tele, disegni, collage, realizzate dagli anni ’70 a oggi racconteranno alla Gnam dal 20 novembre al 3 aprile l’arte intessuta di impegno politico di Pablo Echaurren. Dai ‘quadratinì degli esordi alle tele monumentali ai recenti murales, una ricerca espressiva quella del grande artista romano sempre immersa nel clima sociale di decenni creativi e controversi, drammatici e vitali al tempo stesso, in un avanguardistico contributo al pensiero contemporaneo. Intitolata ‘Pablo Echaurren. Contropitturà, l’importante esposizione non vuole essere un’antologica di questo figlio d’arte (il padre è il pittore cileno Roberto Sebastian Matta Echaurren) dal talento precoce e dalla cifra stilistica originale e precisa. Lo sforzo della curatrice Angelandreina Rorro è stato infatti quello di documentare puntualmente il tema dominante della poetica di Echaurren, una sorta di sospensione dell’attività propriamente artistica, che fin dal 1977 lo porta a cercare il superamento dell’arte a favore della creatività della vita, un’idea da cui trae linfa per le sue pagine ironiche e satiriche e per le future elaborazioni pittoriche. Il percorso espositivo, che presenta anche un’ampia sezione di documentazione, prende le mosse dai primi lavori, i cosiddetti ‘quadratinì, acquerelli e smalti di piccole dimensioni in cui si riflettono i miti generazionali (la politica, la musica) e le inclinazioni personali (per le scienze naturali, il collezionismo) di Echaurren. In questa parte introduttiva, inoltre, vengono collocate alcune opere che ne rivelano le radici, le suggestioni del Dada e del Surrealismo che gli fanno guadagnare un precoce riconoscimento da Arturo Schwarz. La sezione centrale e cuore della mostra sarà invece dedicata ai disegni e collage (qui esposti per la prima volta) legati all’esperienza di quelli che nel 1977 vennero chiamati ‘Indiani metropolitanì per il loro appropriarsi dei linguaggi estetici dell’avanguardia artistica al fine di denunciare il mondo illusionistico dei media e la retorica politica mettendo così a nudo i meccanismi del consenso. In questo ambito appare evidente il desiderio di trasformare l’esclusiva ricerca di Marcel Duchamp in uno strumento a disposizione di tutti, secondo un progetto di collettivizzazione dell’avanguardia storica. Segue poi una serie di grandi tele degli annì80 e ’90, in cui tra influenze futuriste e reperti fumettistici emerge uno scenario di graffiti metropolitani, cancellazioni di scritte, codici ed emblemi del moderno sistema comunicante. Tale ricerca spesso ha per referente la storia in corso, la fine della guerra fredda, l’insorgere di nuovi conflitti, senza tralasciare la tematica della difesa ambientale. In questi decenni, il collage costituisce un altro aspetto del suo percorso creativo dopo le prime prove minimaliste e concettuali. La mostra della Gnam illustrerà infine le più recenti ‘pitture da murò, che creano un nuovo alfabeto simbolico, una serie di quadri sul sistema dell’arte in grado di rivelare la dimensione critica del lavoro di Echaurren e opere di dimensioni minori, come le ‘Decomposizioni florealì

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