| categoria: salute

Design e dentisti, quando l’estetica aiuta i pazienti a superare la paura

Sirona Dental System, leader mondiale nella ricerca e sviluppo di tecnologia dentale, con l’aiuto dell’esperto di design Mario Varesco, docente del Master Design medicale dello IUAV Università di Venezia e head of design dello studio Mfor, ha realizzato un’indagine per scoprire quali sono gli elementi estetici che permettono ai pazienti di superare la paura della visita presso medici e dentisti. L’analisi è stata realizzata in occasione della IDS 2015, in cui Sirona ha fissato nuovi standard nella realizzazione dei riuniti (poltrone dentali). Con “SIRONA Designworld of Impressions”, l’azienda infatti ha presentato quattro nuove linee di design che catturano le attuali tendenze di colore ed estetica: Pure Lightness, Craft & Origin, History & Innovation and Color & Joy.La paura del dentista è una vera e propria patologia che colpisce circa il 15-20% della popolazione adulta e oltre il 50% dei bambini. In questo caso perizia e competenza non possono tranquillizzare se non dopo un rapporto dentista-paziente lungo e comprovato, tuttavia per mettere i pazienti a proprio agio una chiave fondamentale può essere quella rappresentata dal design. Sulla base della visione del design come coinvolgimento dei sensi, per aiutare il dentista a svolgere al meglio il proprio lavoro e i pazienti a sentirsi a proprio agio sulla temuta poltrona, Sirona Dental System, con il supporto di Mario Varesco, offre un’analisi sugli aspetti che influiscono su questo rapporto. Infatti tutto il design di progetto gravita attorno al coinvolgimento della persona e quindi dei suoi sensi: forme, luce e colore, materiali, superfici e per finire comfort acustico, giocano un ruolo fondamentale. Mettere in equilibrio tutti questi aspetti è la mission del designer.
Non basta semplicemente arrotondarle, ma è necessario lavorare proporzionando e armonizzando con un linguaggio semplice e immediato, un qualcosa che si riconosca all’istante come semplice, molto naturale e poco alieno. Altro ruolo lo svolgono le superfici dalle forme liscio, ruvido o a rilievo che possono smorzare o accentuare i riflessi non sempre amati da chi opera con precisione. Infatti purtroppo le “mattature” di superficie o le rugosità, anche se più affini ad un concetto di naturalità, non sempre sono pulibili e sanificabili.
Luce e colore in realtà sono “gli scultori di forma” nel senso che aiutano a definire al meglio o al peggio una forma. Nel settore dei riuniti dentali, come del resto in tutto il settore medicale, i toni sono quelli che vanno dal blu al verde per un motivo molto semplice: annullano la post-immagine del rosso (fissando il sangue sotto una luce chiara e fredda, l’occhio è sottoposto a stress, generando di riflesso pallini verdi/blu che vengono annullati da camici verdi o blu o rivestimenti sedili ecc). Il blu infatti è anche un colore che abbassa la frequenza cardiaca. A questa cosa si può trasgredire ma con la dovuta attenzione. Per quanto riguarda le luci, senza parlare di Lumen rischiando un linguaggio troppo tecnico, è preferibile averle fredde nella zona lavoro mentre più calde nelle zone di accoglienza.
Dulcis in fundo il tema dell’acustica che sta assumendo sempre più rilevanza negli ambienti dove lavorano proggettisti e interior designer. E’ risaputo che per difendersi dal rumore si possono utilizzare materiali che hanno tanta massa come il piombo, il materiale adatto per eccellenza, mentre il vetro non è consigliabile, se non intervallato da una camera d’aria che costituirebbe il vero isolante. Stanno nascendo però sul mercato materiali alternativi che possono considerarsi validi, come ad esempio pannellature a varie geometrie di superficie costruite con materiali riciclati come il PET (bottiglie di plastica per acqua) o paste di legno che, oltre ad essere funzionali, apportano un notevole valore estetico allo spazio, trasmettendo comfort e calore, cioè sensazioni importanti sia per i pazienti adulti che per i bambini accompagnati dai genitori per sentirsi rassicurati.

“Il tema centrale per noi professionisti quando affrontiamo il design di prodotto è quello di considerare nel nostro processo la parte multisensoriale e cioè come coinvolgere al meglio i sensi sia in fase di acquisto che in fase di utilizzo” – spiega Mario Varesco – “Nel design primario infatti vengono analizzate forme, colori, superfici e di conseguenza materiali che possono definire ed influenzare comportamenti e percezioni. Un esempio è il frigorifero “bombino” della Smeg: il classico prodotto “denso” dove il ricordo è il tema centrale. Il ricordo, il già visto, è sicuro, è rassicurante, è non alieno, è democratico; la forma con il suo colore e i suoi riflessi di luce completano l’idea e quindi conquistano in modo diretto”
“L’analisi svolta da Mario Varesco rientra in quella che è da sempre la mission di Sirona: realizzare le migliori tecnologie in grado di rispondere alle esigenze dei dentisti per prendersi cura dei propri pazienti” spiega Franco Capelli, Direttore Marketing Sirona Italia “il design è uno degli aspetti su cui l’azienda sta lavorando attivamente per offrire riuniti e prodotti per gli studi dentistici in grado di combinare estetica e funzionalità, perché anche la bellezza della tecnologia ed il design sono aspetti fondamentali per un ambiente in cui svolgere al meglio il proprio lavoro, come dimostra il “red dot design award” conseguito nel 2012 dall’azienda.”

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