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Marino, il papa lo sconfessa: “Non l’ho invitato io a Filadelfia”

Papa Francesco in aereo durante il colloquio con i giornalisti

«Marino? Non l’ho invitato io a Filadelfia». Così risponde papa Francesco durante la conferenza stampa con i giornalisti che lo seguono sull’areo a una domanda sul fatto che il sindaco Marino ha detto di essere andato all’incontro mondiale delle famiglie di Filadelfia su invito del Pontefice. «Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno invitato». «È venuto da solo- aggiunge -, lui si professa cattolico: è venuto spontaneamente».

Contro replica degli addetti stampa del Campidoglio a difesa di Marino e a loro volta – non proprio elegantemente – sconfessano il papa: «Il viaggio a Philadelphia del sindaco di Roma nasce da una serie di incontri avuti con le autorità del Comune americano: a giugno il sindaco Michael Nutter e l’arcivescovo Charles Chaput, insieme a una folta delegazione della città, hanno incontrato Ignazio Marino in Campidoglio proprio in preparazione del viaggio papale e per formulargli l’invito ufficiale», scrivono in una nota. E sottolineano: «In vista dell’appuntamento dedicato alle famiglie, il sindaco aveva anche incontrato monsignor Vincenzo Paglia con il quale aveva anche discusso della sua presenza all’evento di Philadelphia. Il tutto nasce quindi da una domanda sbagliata nei presupposti e forse posta con l’intenzione di suscitare polemica».

In realtà è lo stesso sindaco Marino a precisare chi lo aveva invitato «Sono stato invitato dal sindaco di Filadelfia e da monsignor Paglia, vado a parlare anche di questioni romane. Non sarei dovuto andare perché l’impegno arriva a settembre, subito dopo le vacanze?», la sua versione pubblicata da Il Corriere della Sera del 22 settembre scorso. Anche il monsignor Paglia è sconfessato dal papa, oppure davvero le cose sono andate proprio come le ha descritte Francesco, il capo mondiale della Chiesa cattolica? Ovvero, che Marino è andato di testa sua a spese dei cittadini per tenere una lectio magistralis nella sua ex università di Filadelfia, la Jefferson, in cui ha lavorato per tanti anni. Lasciando, però, Roma nei guai, in condizioni disastrose e con una percezione dell’opinione pubblica negativa sulla qualità della vita della Capitale.

Chissà adesso cosa inventerà Marino per giustificare la sua assenza dalla Capitale, città per la quale gli elettori del Pd si aspettano che lui governi
La bufala che il papa lo aveva invitato a Filadelfia non ha retto più di qualche giorno. Essere, però, sconfessati dal papa, non è un peccato veniale: è un peccato capitale.

E intanto a Roma si ferma la metropolitana perché un controsoffitto è crollato in galleria, è sporca come non è mai accaduto dal dopo guerra ad oggi e soprattutto è insicura, dal punto di vista sociale, specialmente dopo il pestaggio di un autista della Tpl da parte di una intera famiglia solo per aver chiesto di spostare la macchina parcheggiata in doppia fila e continuare il lavoro di trasporto pubblico. Redazione Online News

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