| categoria: editoriale

Se anche il Papa scarica Marino abbiamo toccato il fondo

E adesso abbiamo definitivamente toccato il fondo. E risalire sarà difficilissimo. Se anche Papa Francesco sbugiarda Ignazio Marino in diretta, davanti alla platea dei giornalisti ,resta poco da fare per mantenere un profilo decente. Meglio sarebbe uscire di scena con dignità, ma un cambio alla guida della capitale non è previsto. Siamo nel pieno dell’imbarazzo e dello sconcerto e non è certo un comunicato del Campidoglio a cambiare le cose. Che il Pontefice abbia chiesto i consigli del sindaco per affrontare la comunità di Filadelfia, che Marino li abbia offerti di sua iniziativa e poi abbia giocato un po’ sull’equivoco poco importa. Ci hanno raccontato di un sindaco-medico che soccorre due passeggeri sul volo che lo porta negli Stati Uniti, ci hanno fatto rimbalzare oltreoceano l’immagine di un Marino circondato da miliardari con il libretto degli assegni in mano pronti a rimettere a nuovo a loro spese la capitale, tutto fumo. Quello della comunicazione è uno dei problemi cruciali della Giunta Marino, il sindaco ha una armata di addetti stampa che quasi mai sono in grado di “coprire” efficacemente il loro capo. Anzi, in questi mesi una lunga serie di interventi-boomerang, fuori tempo e fuori registro hanno fatto apparire Marino anche peggio di quello che è, e i media romani, per un motivo o per l’altro, sono fin troppo teneri con l’inquilino del Campidoglio. La frittata è fatta, tutti chiedevano che cosa ci andava a fare di nuovo in America il primo cittadino della Capitale e le risposte non erano chiarissime, forse volutamente opache. A cercare sponsor e mecenati per Roma? Possibile, a vedere il Papa? Ad aiutarlo? Forse lo aveva detto scherzando e sperando di essere preso sul serio, il buon Marino. E adesso, per l’ennesima volta, tutto il mondo ride di noi. Il Papa certo non dice bugie. E noi ci troviamo ancora con un sindaco che era nella parte sbagliata del mondo nel momento meno indicato. Ora è tornato per scoprire che la terza edizione della sua Giunta vacilla già, con fuochi d’artificio, risse, problem i enormi da affrontare, Causi, la scheggia impazzita Esposito, Atac, Ama, Giubileo la mobilità, lo scandano dei trasporti di superficie e della Metro, e chi più ne ha più ne metta. Perfino lo stadio della Roma a Tor di Valle torna in discussione. I romani sono al limite della sopportazione ma non c’è modo di cambiare la situazione. Nessuno scommette sul futuro immediato e su quello a breve termine, il Pd è in grande imbarazzo, l’opposizione abbaia ma non morde e non pare comunque in grado di muovere le folle. Ma la mancanza di una vera leadership, carismatica, si avverte ogni giorno di più. Manca una guida autorevole che prenda per mano Roma e la porti fuori dai guai. E non c’è nessuno all’orizzonte che rassereni l’ambiente.

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