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Tasse sulla casa, scontro con l’Ue. Renzi “non mettete bocca”

Il nuovo round del lungo incontro sulle riforme tra Matteo Renzi e i “burocrati di Bruxelles” va in scena a New York, durante una pausa dai lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu.
E’ Renzi a rispondere all’affondo dell’Unione sulle tasse: “Confermo che nella Legge di Stabilita’ ci sara’ l’eliminazione della tassa sulla prima casa da ora e per sempre. Ricordo alla Ue che il compito della Ue non e’ mettere bocca su quali scelte fiscali fa uno Stato”, sottolinea il presidente del consiglio riferendosi alla richiesta di Bruxelles di spostare il grosso del carico fiscale dal lavoro alla casa, ai consumi, all’ambiente. “Non deve decidere al posto dei singoli governi quali scelte fiscali vanno fatte. Quali tasse ridurre lo decidiamo noi, non un euroburocrate”, ha aggiunto Renzi.
“Per molti anni l’Italia ha alzato le tasse venendo incontro alle esigenze dell’Ue. Questa volta gli italiani sappiano – ha rimarcato Renzi – che non solo decidiamo noi, ma confermiamo l’eliminazione della tassa sulla prima casa per tutti e per sempre”. Un intervento, quello della Ue, mal digerito dal premier, soprattutto perche’ a fronte della solerzia sulla questione del fisco italiano, l’Europa non si fa sentire su altri tempi, come quello dei migranti.

Al di la’ del botta e risposta, l’eliminazione della tassa sulla prima casa per tutti rappresenta per Renzi, “un elemento fondamentale per restituire fiducia agli italiani in un settore, quello del fisco, che ha visto troppa confusione in questi anni”. Si sono “messe e tolte tasse ogni giorno.
Toglierle a tutti e per sempre significa dare un elemento di certezza e fiducia per il futuro”.

E’ grazie al combinato di misure fiscali ed economiche con le riforme istituzionali che “l’Italia, tra dieci anni, puo’ diventare leader in Ue: io ci credo davvero”, ha assicurato il premier parlando alla Clinton Global Initiative. “Il mondo guarda all’Italia – ha aggiunto – come un punto di riferimento. Dopo un anno e mezzo abbiamo fatto un lavoro davvero importante sulle riforme: in questo anno e mezzo si e’ rotto l’incantesimo. Sembrava impossibile fare le cose e invece si possono fare”. Un’ottimismo, quello del presidente del consiglio, che nemmeno i continui stop and go parlamentari riescono a scalfire.

Anche al Senato, ha concluso, “C’e’ una discussione aperta su tante di queste riforme – ha detto – e’ legittimo”. Dopo essere intervenuto nella ‘casa’ di Bill Clinton ed essersi soffermato coni giornalisti italiani per circa mezz’ora, Renzi avrebbe voluto salutare i media. La domanda di un giornalista straniero sull’intervento di Papa Francesco all’Onu lo ha convinto pero’ a fermarsi per qualche minuto in piu’. “Beh, davanti a questa domanda…”, ha scherzato il premier lasciando intendere di non potersi sottrarre: “Papa Francesco ha avuto un grande effetto e impatto, oggi e’ stato citato anche dal Presidente Obama e credo che il ruolo di Papa Francesco sia stato determinante per l’accordo su Cuba. E’ stato capace di suscitare speranze in tutti, per i leader e per chi legge i giornali”, ha concluso Renzi.

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