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Il Papa non ferma il boia, in Usa donna verso l’esecuzione

Il Papa non ferma il boia. Kelly Renee Gissendaner, 47 anni, sarà giustiziata stanotte in Georgia, salvo colpi di scena dell’ultimissimo istante. La commissione di libertà vigilata della Georgia, incaricata di esaminare il caso, ha respinto per la seconda volta il suo appello confermando che la donna, condannata a morte per l’omicidio del marito, sarà giustiziata nel carcere di Jackson dove è rinchiusa con un’iniezione letale. È la prima volta in 70 anni che una donna viene giustiziata in America. Nonostante il clamoroso appello del Papa – che dopo le parole al Congresso nei giorni scorsi, oggi in una lettera scritta dal nunzio negli Usa mons. Carlo Maria Viganò si è appellato perché la pena venisse commutata – la commissione della Georgia non ha voluto accogliere la richiesta. I suoi membri non hanno voluto fornire una motivazione per la decisione, precisando soltanto che hanno esaminato con molta attenzione la sua richiesta d’appello prima di pronunciarsi. Nell’istanza presentata dai suoi avvocati, si sostiene che la condanna è inappropriata perché la Gissendaner non ha materialmente commesso l’omicidio del marito che è invece avvenuto per mano dell’allora amante, Gregory Owen. La donna è stata tuttavia considerata la mandante. Owen è stato invece condannato all’ergastolo, ma nel 2022 potrebbe uscire in libertà condizionata. Gissendaner doveva essere giustiziata il 25 febbraio scorso, ma l’esecuzione fu rinviata al 2 marzo a causa del maltempo. Anche in questo caso, i suoi legali riuscirono a posticipare l’esecuzione perché le fiale letali, con le quali doveva essere giustiziata, apparivano contenere parti estranee. Oggi la decisione finale: l’esecuzione procederà come stabilito. Le esecuzioni di donne negli Usa sono un fatto raro e ne sono state giustiziate solo 15 (contro 1.400 uomini) da quando nel 1976 la Corte Suprema ha ripristinato la pena di morte. E la mano del boia non si ferma. Giovedì prossimo è prevista l’esecuzione di Alfredo Prieto, 49 anni, originario di El Salvador, colpevole di aver ucciso 9 persone in California e Virginia tra il 1988 e il 1990. Nel 1992 ha invece stuprato e ucciso una 15enne in California. Nello stesso anno, in Virginia, ha massacrato tre giovani poco più che ventenni. Tuttavia, nonostante sia giudicato un serial killer, Prieto è affetto da disabilità mentale e solo la Corte Suprema può bloccare all’ultimo momento l’esecuzione. L’ultima condanna capitale eseguita in Virginia risale al 2013. Prieto sarà giustiziato con un’iniezione letale.

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