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Tempo di mostre, da Monet a Raffaello

A Torino i capolavori di Monet, prestiti eccezionali del Museo d’Orsay, alcuni dei quali mai esposti in Italia, a Roma le meraviglie di Raffaello e il confronto tra i suoi eredi Parmigianino e Barocci sono le mostre di maggior rilievo che si aprono nel week end. Che vede anche a Milano l’inaugurazione di una rassegna dedicata alla produzione grafica di Michelangelo con l’esposizione dei meravigliosi ‘fogli d’omaggio’. TORINO – Dal 2 ottobre al 31 gennaio la Gam-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea ospita la grande mostra ‘Monet. Dalle collezioni del Musée d’Orsay’, che presenta una straordinaria selezione di capolavori impressionisti custoditi nel celebre museo parigino. Il d’Orsay, che conserva la collezione più importante dell’opera dell’artista, ha infatti concesso oltre 40 capolavori, grazie ai quali è possibile documentare l’attività del maestro, testimoniando i momenti più significativi e le svolte cruciali di questo padre dell’Impressionismo. Allestite dunque opere in alcuni casi mai presentate in Italia, come il grande frammento centrale de ‘Le déjeuner sur l’herbe’, ‘Femme à l’ombrelle tournée vers droite’, ‘La rue Montergueil, à Paris’, ‘Cattedrale di Rouen: Le portail, temps gris’ e ‘Le portail et la tour Saint-Romain, plein soleil, Londres, le Parlement’. ROMA – Dal 2 ottobre al 10 gennaio i Musei Capitolini ospitano la mostra ‘Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo’, che propone il confronto a distanza tra due artisti vissuti in epoche e luoghi diversi, Francesco Mazzola detto il Parmigianino e Federico Fiori detto il Barocci, per differenti versi profondamente legati al genio di Raffaello. Entrambi sono stati infatti ricordati dalle fonti più antiche come eredi dell’artista urbinate, anche per il fatto che, durante gli anni trascorsi a Roma, ricevettero da lui stimoli che ne determinarono gli orientamenti artistici, indirizzandoli verso punti nevralgici delle ricerche raffaellesche più sperimentali. Tali ricerche trovano nell’espressione della grafica (intesa in senso lato) esiti di altissimo livello concettuale ed estetico, che accomunano dunque i capolavori di Parmigianino e Barocci. La mostra dei Capitolini presenta in particolare, anche se non esclusivamente, disegni, acqueforti e chiaroscuri, accanto a dipinti e ad alcuni esempio di rilievi antichi. MILANO – Da oggi, nelle nuove sale espositive dell’Antico Ospedale Spagnolo, è possibile visitare la mostra dal titolo ‘D’après Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento’. Esposti disegni, alcuni originali del grande genio del ‘500’ dipinti, incisioni, preziosi oggetti d’arte che permettono di conoscere un aspetto più intimo del maestro, riguardante la sfera della sua vita privata e delle sue amicizie: un piccolo nucleo compatto, di cui è stata coniata la definizione di ‘fogli d’omaggio’. Mentre attendeva alle committenze medicee (Sagrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze) e a quelle pontificie (il Giudizio Universale della Sistina), Michelangelo intrecciava infatti importanti relazioni di amicizia con esponenti della nobiltà romana, siglate anche attraverso il dono di elaboratissime composizioni grafiche a matita. Non semplici disegni di studio (o non solo), bensì opere d’arte a tutti gli effetti compiute, di tematica classica e mitologica nei doni per Tommaso Cavalieri, e di argomento sacro e devozionale in quelli per Vittoria Colonna

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