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FOCUS/ Verso i primi ricollocamenti dei profughi dall’Italia

I primi ricollocamenti di richiedenti asilo dal centro sperimentale di Lampedusa potrebbero avvenire già la settimana prossima. «Stiamo lavorando perché le prime partenze dei profughi si facciano nel più breve tempo possibile», spiegano fonti raccolte a Bruxelles. Alcuni Paesi del centro e del nord Europa, tra questi Svezia e Lussemburgo, hanno dato la loro disponibilità di principio, mentre l’Estonia ha detto di essere pronta, ed esponenti del governo di Tallin saranno presto a Roma per parlarne. E nella capitale belga, in un Forum su ricollocamenti, reinsediamenti e hotspot, al quale hanno preso parte un’ottantina di delegati, si è discusso dei particolari tecnici per la messa a punto del meccanismo. I funzionari della Commissione Ue hanno ribadito che per i migranti economici da rimpatriare, nel caso vi sia rischio di fuga, si dovranno prevedere centri chiusi. Mentre la Corte di giustizia europea, in una sentenza, ha dato il suo ok al carcere se l’espulso torna nello Stato, violando un precedente divieto d’ingresso. Anche per consentire un corretto funzionamento degli hotspot, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha annunciato «una modifica alla normativa sui ricorsi per il riconoscimento dello status di rifugiato, per velocizzare l’iter, entro fine mese». Ma ad un procedimento amministrativo più rapido dovranno corrispondere «risposte e procedure per i ricorsi più veloci». Altrimenti «il rischio è l’emergenza nell’emergenza». Il ministro dell’Interno Angelino Alfano torna invece a battere sul tasto della politica dei rimpatri. «È un punto cruciale. È il tema del futuro: se funzioneranno, il meccanismo degli hotspot non si incepperà». Intanto l’Unhcr prevede l’arrivo di 1,4 milioni di migranti in Europa tra il 2015 e il 2016: «fino a 700mila» quest’anno e per il 2016 «dati simili» se non superiori. Il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans chiarisce però: «Non è possibile pensare a tetti per i richiedenti asilo. Sarebbe una violazione del diritto internazionale», anche se ammette «l’Europa non è in grado di accogliere tutti i profughi del mondo», per questo si dovranno cercare «altre modalità». La Germania, dopo aver mostrato il suo volto più solidale, ora inasprisce le norme sul diritto d’asilo. La politica deve prendere «anche decisioni dure» avverte il ministro dell’Interno Thomas de Maiziere. Ma sul pugno di ferro di Budapest sull’immigrazione illegale, la Commissione Ue ha varie cose da obiettare: in una lettera che partirà entro la fine della settimana per Budapest saranno sottolineati «vari aspetti che troviamo problematici», spiegano i funzionari di Bruxelles, aggiungendo: «siamo pronti a fare altri passi se serve». Già all’Ecofin di martedì si parlerà invece della flessibilità ai fini del Patto di stabilità per le spese sostenute dagli Stati nell’affrontare l’emergenza migranti. Al momento, spiegano fonti Ue, non ci sarebbe un «100% di entusiasmo a concedere lo sconto». Comunque l’ultima parola è della Commissione Ue.

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