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Quei 30 milioni taciuti al Papa. Divina Provvidenza, archiviato il caso Versaldi-Profiti

La Procura di Roma ha archiviato il fascicolo che vedeva inquisiti il cardinale Giuseppe Versaldi e Giuseppe Profiti per i 30 milioni da ”tacere al Papa”, destinati all’acquisizione-salvataggio dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi). Si chiude cosi’, perche’ ”non e’ configurabile il delitto di malversazione”, la vicenda giudiziaria aperta nel febbraio 2014 in seguito alle intercettazioni condotte nell’ambito dell’inchiesta sul crac Divina Provvidenza. Il decreto di archiviazione e’ firmato dal Gip del Tribunale di Roma, Massimo Battistini. Il caso era stato aperto nel 2014 dalla Procura di Trani dopo le intercettazioni in cui il porporato e l’allora presidente dell’ospedale Bambino Gesu’ ragionavano su possibili operazioni finanziarie per acquisire l’Idi. In una conversazione telefonica tra il cardinale Versaldi e l’allora presidente dell’ospedale ‘Bambino Gesu” si parlava di tacere al Papa che una somma di 30 milioni, destinata all’ospedale pediatrico da fondi pubblici italiani, sarebbe stata utilizzata per l’acquisizione dell’Idi. Le indagini condotte in questi mesi dal Pm della Procura della Repubblica del Tribunale di Roma Giuseppe Cascini hanno portato a chiedere l’archiviazione del caso il 17 luglio scorso. Per Cascini, infatti, le operazioni per il salvataggio del piu’ grande ospedale dermatologico italiano sono avvenute ”nell’interesse generale del ‘gruppo’ di appartenenza”. L’Idi rileva in una nota come questo significhi che ”non esistono elementi che possano far ritenere il colloquio intercettato come indizio di un caso di malversazione. Anche per il Tribunale – si legge nella nota – ‘tacere’ non equivale a ‘mentire”’. Nel colloquio telefonico, prosegue l’Idi, ”il cardinale Versaldi si limita a consigliare a Profiti di usare cautela nelle rivelazioni al Pontefice sui 30 milioni di euro destinati all’acquisizione dell’Idi, dettagli dei quali Papa Francesco verosimilmente era gia’ a conoscenza”. Il cardinale Versaldi, oggi alla guida della Fondazione Luigi Maria Monti, dalla quale dipende l’Idi: ringrazia la magistratura ”per la chiarezza fatta in tempi rapidi sull’ intera vicenda che ha permesso di mettere in evidenza la piena legittimita’ dell’intervento della S.Sede a favore di una istituzione di eccellenza che, a motivo di una cattiva amministrazione da parte di alcuni Religiosi, rischiava di danneggiare piu’ di 1.500 dipendenti ed il bene di molti pazienti”. Soddisfatto anche Profiti, che in una nota rileva che ”nulla e’ stato nascosto a nessuno, tanto meno al Santo Padre, nessuna risorsa pubblica destinata al Bambino Gesu’ e’ stata oggetto di malversazione”.

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