| categoria: sanità Lazio, Senza categoria

La sanità per il Giubileo? Non è pronto quasi niente

Ufficialmente va tutto bene, in realtà non sono ancora stati assunti gli operatori in più necessari
(bisognerà anche formarli), non sono state acquistate le nuove ambulanze (45, ma dovevano rimpiazzare
quelle che non camminano più). Sarà una corsa contro il tempo e il rischio rimarrà altissimo
Ufficialmente va tutto bene, anzi. Benissimo. Volti sorridenti, messaggi enfatici. Il solito Zingaretti con il caschetto giallo da cantiere in testa è uno spot dell’ottimismo. Roma è sempre stata all’altezza della situazione, in altre occasioni tutto si è svolto nell’ordine e senza scosse. Ma si è sempre trattato di eventi circoscritti nello spazio e cronologicamente : il Giubileo si gioca su tempi lunghissimi e con troppi picchi di rischio. La professionalità dei tecnici è stata dimostrata nelle diverse occasioni ma ora servono uomini e mezzi. E da questo punto di vista siamo messi male, malissimo anche se nessuno deve saperlo. In realtà siamo sull’orlo di un abisso e il rischio di precipitare è altissimo. Stiamo parlando del sistema di gestione del sistema dell’emergenza sanitaria in occasione del Giubileo. In realtà curiosando dietro le quinte emerge un quadro agghiacciante. Il countdown procede impietoso e scopriamo – ad oggi – che le 45 nuove ambulanze da mettere in campo semplicemente non esistono. Due gare sono andate deserte, mai visto niente di simile! Finirà che si procederà per affidamento diretto all’ultimo momento e al prezzo dettato dal mercato? Con tanti saluti ad una gestione oculata e soprattutto trasparente. Sgombriamo anche il campo da un equivoco creato dalla propaganda zingarettiana: questa fornitura di mezzi viene spacciata come necessità del Giubileo, ma si tratta dello stesso numero di ambulanze che l’Ares 118 si propone di acquistare da tempo: quelle che girano sono vecchie, obsolete, le più recenti son o del 2007. Tradotto significa che affrontiamo un anno di sofferenze con un parco macchine ridotto e in parte rappezzato. Ma non è finita. Siamo indietro con le assunzioni promesse e annunciate. Molto indietro. E non si tratta di personale qualunque, ma di uomini e donne che avranno nelle mani migliaia di vite. Andranno formate e inserite in un meccanismo già asfittico. I bandi procedono faticosamente, e si è andati avanti sono per i medici. Autisti, barellieri, infermieri? Chissà, si sta lavorando. Ma se anche si facesse in tempo ad assumere nuovi operatori non si ha ormai la possibilità temporale di formarli sufficientemente per il delicato lavoro che dovranno svolgere. L’Ares 118 ha carenze storiche di organico, i responsabili dei turni fanno i salti mortali per assicurare l’ordinaria amministrazione. Ma la prolungata emergenza dettata dall’anno giubilare come verrà gestita? Con quanti uomini? L’arte di arrangiarsi è di casa a Roma ma viene da chiedersi se qualcuno remi contro scientemente o si tratti più banalmente di incapacità gestionale, di sciatteria. I soldi, pochi, ci sono ma ad oggi come sono stati impiegati?. Molti ospedali li stanno utilizzando per lavori di restyling dei Pronto Soccorso, anche se le gole profonde sottolineano che in alcune delle strutture coinvolte dalla operazione Giubileo ci siano tracce di restauri molto recenti. Ma il problema dei Pronto Soccorso oggi è il colore delle pareti o la carenza di personale e di posti letto per ricoverare i pazienti?

1.Continua)

Ti potrebbero interessare anche:

UCRAINA/Il Cremlino conferma, truppe vicine al confine
Spese pazze in Piemonte, 14 consiglieri chiedono di patteggiare: già reso reso più di milione
Crisi: il 65% italiani si sente più povero di 5 anni fa
Cimo all'attacco, il piano-Zingaretti demansiona i medici
Madonna, vorrei incontrare il Papa davanti a un bicchiere di vino
'ROBOT' IN CHAT TROVA RISTORANTE. START UP GIOVANI



wordpress stat