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Mercato abusivo di Genova diventa legale con un regolamento

Niente merce rubata o di indubbia provenienza, stop ad elettrodomestici e altri oggetti di grandi dimensioni, vietato litigare o urlare, obbligatorio lasciare lo spazio pulito, proibito urinare in libertà, (per questo c’è un elenco di tre vespasiani). Gli orari, le modalità di vendita e gli eventuali turni sono decisi dagli organizzatori. In caso di violazioni di queste regole si sarà espulsi, in modo temporaneo o definitivo, dipende dalla gravità del fatto. Sono alcuni dei 14 punti che costituiscono il regolamento stilato dal Comune di Genova e destinato agli ex ambulanti abusivi autorizzati a vendere nell’area dell’ex parcheggio di corso Quadrio nell’ambito del progetto sperimentale «Chance» elaborato dagli assessorati alla Legalità e al Commercio della giunta del sindaco Marco Doria. Il Comune di Genova cerca così di combattere il commercio abusivo nella zona del Porto Antio, fenomeno che era divenuto anche un tema nella campagna elettorale per le recenti elezioni regionali. Grazie a questo progetto gli ambulanti abusivi potranno vendere in modo legale, ma solo piccoli oggetti e usati. Per partecipare a ‘Chance’ gli ambulanti abusivi, prevalentemente migranti, devono iscriversi a un registro, indicare i propri dati, il titolo di studio, i lavori regolari svolti. Grazie alla scheda anagrafica i venditori potranno occupare uno spazio, non superiore a 1,5 metri quadrati, scegliere i giorni di attività Centocinquanta posti disponibili, ma i permessi rilasciati sono 190. Il via nei prossimi giorni. «Si proverà per tre mesi», spiega l’assessore alla Legalità Elena Fiorini. «Se va bene si prosegue, altrimenti si cambia». Gli orari di vendita dovrebbero essere dalle 9 alle 13 da lunedì a venerdì. Ma qualcuno sussurra che il suq legale potrebbe, se tutto andrà per il meglio, rimanere aperto dalla mattina alla sera. Niente parcheggi per i residenti, neppure di notte, «per evitare tensioni sociali in caso di rimozioni di auto con carro attrezzi», spiega l’assessore. «I posti auto promessi ai residenti saranno trovati in altre aree attigue», sottolinea l’assessore, secondo la quale «il dialogo con il comitato degli abitanti è più che mai aperto». Ma i residenti hanno perplessità: «Non illudiamoci – dicono – quel mercatino illegale è ingestibile e getterà nel caos l’intera zona».

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