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Ostia, appello a Zingaretti e Lorenzin: salvate la “Home hospital” del Grassi

«Nel 2005 un gruppo di genitori di bambini ospedalizzati e non, proposero all’allora Assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia un modello di reparto di tipo sub intensivo. Nacque così, presso l’ospedale Grassi di Ostia, la prima ‘Home in Hospital’ che consentì al piccolo Mirko di ricevere assistenza da medici e operatori all’interno della struttura ospedaliera, ma in un reparto che consentiva un rapporto continuativo con la famiglia. Il progetto ‘Home in Hospital’ ha ricevuto nel 2008 due riconoscimenti: uno dalla Federsanità del Piemonte, in occasione di un convegno internazionale sulla qualità assistenziale, l’altro come miglior progetto infermieristico. Quello dell»Home in Hospital’ rappresenta un ottimo esempio da replicare anche in altre Asl. Purtroppo, invece di mantenere alto il livello della qualità assistenziale, con l’arrivo di altri bambini l’Asl non ha previsto alcun aumento di personale né aumento di spazi«. Lo afferma in una nota Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni. »La stanza che ospita Mirko misura cinque metri per cinque – prosegue – oltre Mirko ci sono anche altri bambini senza adeguamento di spazi e personale, facendo aumentare le criticità assistenziali. Insieme ai genitori dei bambini ospedalizzati, chiediamo al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, un intervento immediato per ripristinare una giusta assistenza ai minori. Siamo pronti a procedere affinché il diritto alla giusta e idonea assistenza per Mirko e gli altri piccoli sia rispettato. Esempi come quelli dell«Home in Hospital’ vanno replicati e migliorati, non abbandonati a sé stessi».

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