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Jovane lascia la guida Rcs, interim affidato a Costa

Pietro Scott Jovane lascia Rcs e le deleghe del manager per l’ordinaria amministrazione vanno al presidente Maurizio Costa, con l’obiettivo in cda «di individuare al più presto il nuovo amministratore». Si è conclusa così l’avventura del manager da poco più di tre anni alla guida del gruppo di via Rizzoli. Il cda, è stato spiegato dopo circa 3 ore di riunione, «ha preso atto della volontà» del manager di lasciare l’incarico e tutte le cariche operative, «ritenendo concluso un ciclo della vita aziendale e manifestando l’intenzione di intraprendere un nuovo percorso professionale». Presidente e Cda, ha spiegato quindi la nota di Rcs, hanno espresso vivi ringraziamenti a Jovane per l’attività svolta con «un sentito augurio per le sue future attività professionali». Al manager andranno 150 mila euro nell’ambito di una transazione generale novativa con la risoluzione consensuale al 15 ottobre del rapporto di lavoro e la cessazione immediata del rapporto di amministrazione. Altri 600 mila euro verranno riconosciuti al manager nell’ambito di un patto di non concorrenza in Italia e in Spagna per 12 mesi. Per un confronto va ricordato che alla uscita di Maurizio Romiti gli vennero riconosciuti 17 milioni, la buonuscita di Vittorio Colao è stata di 7,8 milioni mentre quella di Antonello Perricone di 3,4 milioni. Al termine del cda, da uno dei consiglieri si è appreso che l’incontro è stato ‘serenò. La consigliera Laura Cioli, indicata come possibile candidata alla successione di Jovane, non ha risposto alle domande al riguardo: «non dico niente», ha risposto solamente. Tra i nomi circolati come possibili sostituti di Jovane si è fatto quello, oltre della Cioli, anche del direttore generale media Alessandro Bompieri. Quest’ultimo, se anche per l’incarico di amministratore delegato venisse scelta la via interna all’insegna della continuità, come è stato fatto per il Corriere della Sera con la nomina di Luciano Fontana, potrebbe essere una scelta plausibile. Questa mattina in Rcs si era intanto svolto un primo incontro con le banche finanziatrici per avviare una rinegoziazione degli accordi sul debito. «Riteniamo che ci siano buoni presupposti per un riscontro rapido e positivo alle nostre richieste» ha detto il direttore finanziario Riccardo Taranto. «L’incontro si è svolto in un clima positivo – ha aggiunto -. Abbiamo rappresentato la situazione a seguito della firma del contratto per la cessione della Libri e presentato le richieste che formalizzeremo domani». Jovane ha guidato Rcs in un periodo travagliato per via Rizzoli, con la crisi al culmine e un alto debito eredità del passato, affrontati con cessioni importanti, da quella della sede di via Solferino, ai periodici, dalle radio ai Libri. La società è passata anche attraverso l’aumento di capitale per 400 milioni, con l’ennesimo riassetto azionario. Le dimissioni di Jovane, era emerso alla vigilia, sarebbero maturate per la progressiva distanza sui piani di gestione proposti dal manager e ritenuti non adeguati dal board e non sufficienti al rilancio della società. Lo stesso manager, senza sponda in consiglio sul piano industriale, i cui lavori erano stati avviati già da mesi, avrebbe tratto le conseguenze.

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