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Napoli, sorella di un boss uccisa a colpi d’arma da fuoco a Ponticelli

Quello dei D’Amico è un nome di peso nella geografia della camorra: gli investigatori dovranno accertare se Nunzia, 40 anni, sia stata ammazzata in pieno giorno davanti al portone di casa, al Parco Conacal, nel quartiere di Ponticelli, a Napoli, perchè reale obiettivo dei killer o per lanciare un messaggio di morte ai fratelli Giuseppe – capo storico della cosca, attualmente detenuto – ed Antonio. Dopo il loro arresto, secondo la Polizia, Nunzia D’Amico avrebbe assunto un ruolo di vertice nell’organizzazione decapitata dalle forze dell’ordine nello scorso mese di marzo con una serie di arresti. La donna – riferiscono in Questura – aveva precedenti, tra cui quello di associazione per delinquere di stampo mafioso. Quella attuata nei suoi confronti è stata una esecuzione in piena regola. I sicari, entrati in azione poco dopo le 13, non le hanno dato scampo. Sette i colpi di pistola che l’hanno raggiunta – sui 12 esplosi – al torace, all’addome e alla testa. La donna è stata portata, in fin di vita, all’ospedale Villa Betania dove è morta poco dopo. Qui si sono riversati in massa i parenti. Ci sono stati momenti di forte tensione e la polizia è dovuta intervenire in forze per riportare la calma. Da accertare se possa avere qualche collegamento con l’omicidio il ferimento di un uomo, Ciro Gioia, di 40 anni, avvenuto sempre a Ponticelli, e quasi contemporaneamente, e trasportato in un altro ospedale della città, il Loreto Mare. Lo scorso marzo un’operazione dei carabinieri ha decimato la cosca dei D’Amico che sul territorio di Ponticelli si contrappone al clan dei De Micco. Quattro ragazzi, tra i 20 e i 23 anni, arrestati nell’ultimo blitz, avevano un tatuaggio col nome ‘Fraulella’, per testimoniare la fedeltà al boss detenuto e così soprannominato, Giuseppe D’Amico. Ognuno dei quattro aveva poi tatuato, accanto al soprannome del boss, altri disegni, come proiettili, gli occhi di una donna, una rosa o una croce. Dalle immagini dei video recuperati nella circostanza vere e proprie scene di terrore, con raid compiuti tra la gente. In particolare si vedono due scooter con a bordo quattro persone che, passando vicino a una strada, sparano colpi di pistola contro un gruppo rivale mentre sul marciapiedi ci sono dei giovani tra cui un bambino che fuggono. Poi, arriva un altro sicario che spara a sua volta. A Ponticelli i killer erano entrati in azione poco più di un mese fa nella notte tra il 5 e il 6 settembre scorso. Antonio Simonetti, 30 anni, venne ucciso mentre usciva dal negozio della sorella, in via Camillo De Meis. Due i killer in azione che gli spararono contro 5-6 colpi di pistola al capo e al torace. Il 28 settembre, nello stesso quartiere, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato l’anno scolastico rivolgendo un incoraggiamento ai giovani sostenendo lo sforzo di chi è impegnato a sconfiggere la camorra

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