| categoria: politica

SCHEDA/ Da Bicamerale al Senato, la storia infinita delle riforme

Dal fallimento delle bicamerali alle riforme elettorali, dalle modifiche costituzionali ai referendum, la storia della Repubblica dell’ultimo ventennio circa ha tentato in vario modo di riformare i principi che regolano la rappresentanza e la dinamica parlamentare. Ecco una sintesi delle principali modifiche e tentativi di modifica che si sono susseguiti negli anni. I TRE TENTATIVI DI BICAMERALE La prima ad essere istituita fu la bicamerale Bozzi (1983-1985) ma le proposte formulate non raggiunsero mai l’aula. Tra le modifiche ipotizzate il bicameralismo differenziato con il principio del silenzio-assenso dell’altra Camera, l’abolizione del semestre bianco, la fiducia solo per il Premier. – Nel 1993 si insedia la Bicamerale De Mita-Iotti: propone la nomina dei ministri da parte del Presidente, la sfiducia costruttiva, la riduzione della durata della legislatura. Nulla di fatto anche in quel caso: la legislatura finisce in anticipo e anche la Prima Repubblica. – Nel 1997 si insedia la Bicamerale D’Alema. Propone, tra l’altro, il governo semipresidenziale e il rafforzamento dei poteri del governo. Il progetto arriva in Aula a gennaio del 1998, ma tra le forze politiche ci sono troppi contrasti e a febbraio Silvio Berlusconi ribalta il tavolo e chiede il cancellierato e il proporzionale, poi pone un ultimatum. Il 9 giugno il presidente Massimo D’Alema comunica il venire meno delle condizioni politiche per proseguire. LE LEGGI ELETTORALI, DAL MATTARELLUM ALL’ITALICUM Nel 1991 Mario Segni propone una serie di referendum tra i quali quello, ammesso, sulle preferenze plurime nelle elezioni per la Camera. Contro questo referendum molti partiti fecero un appello ai cittadini per l’astensione. Celebri gli inviti di Craxi, Bossi ed altri ad «andare al mare» invece di recarsi al seggio elettorale. Ma il 62,5% degli aventi diritto si recò alle urne. Nel 1993 i radicali propongono 8 referendum tra cui anche quello sull’abrogazione della legge elettorale per il Senato per introdurre il sistema maggioritario. Vincono i Sì. Nel 1993 arriva la legge Mattarella che resta in vigore fino al 2005: prevede che tre quarti di Camera e Senato vengano eletti con il maggioritario e per il resto con il proporzionale con liste bloccate e soglia di sbarramento. Nel 2005 si approva il «Porcellum», la legge Calderoli sul proporzionale corretto con il premio di maggioranza. Nel 2013 la Corte costituzionale lo dichiara incostituzionale per la parte che riguarda il premio di maggioranza e le mancate preferenze. Nel 2015 arriva l’ «Italicum». La legge, operativa a partire da luglio 2016, prevede un meccanismo proporzionale con sbarramento al 3% ed eventuale premio di maggioranza. DALLA DEVOLUTION ALL’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE – 1999, elezione diretta del Presidente della giunta regionale e l’autonomia statutaria delle Regioni. – 2000-2001 Si istituisce la circoscrizione estero e si modifica la Costituzione sul numero dei parlamentari in rappresentanza degli italiani all’estero. – 2001. Si riforma il Titolo V della seconda parte della Costituzione. Modifica l’articolo 114 della Costituzione introducendo le città metropolitane che, insieme alle Regioni, Province e Comuni diventano enti autonomi e Roma Capitale. – ottobre 2001. Un Referendum conferma la riforma costituzionale: è il primo referendum costituzionale della storia della Repubblica. – 2005 arriva la Devolution, il ddl di riforma della II parte della Costituzione voluto dal Ministro per le riforme Umberto Bossi. Il progetto prevede la fine del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, l’introduzione del premierato, la sfiducia costruttiva, la norma antiribaltone e pone limiti ai poteri Presidente della Repubblica. – Il referendum del 25 e 26 giugno 2006 boccia la riforma. – Aprile 2012. Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale. – Aprile 2014. Passa il ddl Delrio di riforma delle province. L’abolizione delle province viene invece inserita nel ddl costituzionale approvato oggi. – 2015. In arrivo la riforma del Senato.

Ti potrebbero interessare anche:

IL PUNTO/ Ancora polemiche Pd, ma intanto Renzi aumenta il consenso
Grillini, l'assemblea decide sulle consultazioni. Forse il M5S diserterà il Colle
Euroscettici in cerca d'intesa. Grillo a Bruxelles per vedere Farage, Salvini incontra Le Pen
Renzi rafforza il Pd: ho i numeri, il governo non è ricattabile
PA/ Censis, 4,2 milioni di italiani hanno chiesto una raccomandazione per delle pratiche
ILVA/ Sessantadue sigle al tavolo, è il caos



wordpress stat