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VOLKSWAGEN/ Team di legali agli automobilisti: non firmate nulla

»Non firmare alcuna rinuncia ad azioni legali o documenti non chiari che le concessionarie dovessero fare firmare al momento della convocazione in officina per l’annunciata campagna di richiamo«. Il consiglio a tutti gli automobilisti potenzialmente danneggiati dallo scandalo Volkswagen arriva dagli avvocati degli studi torinese Ambrosio e Commodo e Bona Oliva che stanno intraprendendo le prime mediazioni legali promosse da automobilisti potenzialmente danneggiati. La prima in Italia dovrebbe svolgersi il prossimo 26 ottobre a Cuneo, se la casa tedesca deciderà di partecipare:»lì vedremo che tipo di approccio Volkswagen intende tenere« spiegano gli avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone, Marco Bona e Umberto Oliva. I legali stanno preparando anche una class action, ma l’intenzione principale è quella di portare avanti singole azioni legali su tutto il territorio per i risarcimenti.
»I nostri tecnici informatici sono al lavoro per vedere come cambiare no le caratteristiche delle auto dopo l’intervento della campagna di richiamo – spiega l’avvocato Bertone – pensiamo comunque ci sarà o meno potenza o una minore prestazione del motore. Quindi un deprezzamento del veicolo. Si parla di circa il 10-15% in meno«. Ma ci sarebbero secondo i legali anche altri danni da considerare »c’è la questione dell’inquinamento – sottolinea l’avvocato Marco Bona – e i test truccati hanno sfasato anche le previsioni fatte dalle amministrazioni pubbliche sull’inquinamento. Senza contare la questione dei maggiori consumi, che riguarderebbe anche altre case automobilistiche, che arriverebbero anche a superare il 50% in più secondo alcune stime«. A questo si aggiunge poi »il danno morale per l’inganno sulle prestazione dei veicoli« prosegue l’avvocato Bona. La situazione comunque è in evoluzione »bisognerà prima di tutto attendere i vari accertamenti per valutare l’importanza delle modifiche sul software- rilevano gli avvocati – e se è molto impattante potrebbe anche portare a chiedere la sostituzione dei veicoli« concludono.

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