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MALTEMPO/ Taranto sott’acqua, fermata l’Ilva. Operaio muore folgorato

L’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il Sud d’Italia ha avuto il suo epicentro a Taranto. La città ‘dei due mari’ è finita sotto una ‘bomba d’acqua’ che ha bloccato la stazione ferroviaria e ha allagato interi quartieri, tanto che si è reso necessario l’utilizzo di barche e gommoni per soccorrere i cittadini rimasti intrappolati in uffici e in abitazioni al piano terra o negli scantinati. L’acqua non ha risparmiato lo stabilimento siderurgico Ilva: reparti allagati, impianti fermi, fabbrica evacuata con tantissimi disagi, alcuni operai intossicati per una fuga di gas. Ma il maltempo ha causato al Sud anche un morto. La vittima è un capo squadra Enel di 38 anni, rimasto folgorato a Benevento mentre eseguiva riparazioni su un traliccio dell’alta tensione. Il nubifragio abbattutosi su Taranto ha costretto la direzione dell’Ilva ad invitare i dipendenti a lasciare le postazioni. È rimasto in servizio solo il personale di comandata. Gli operai hanno avuto difficoltà anche a raggiungere le auto o i bus proprio a causa degli allagamenti che hanno interessato in particolare le acciaierie, gli altiforni, le officine, i treni nastri e i tubifici. I tre altiforni in funzione e le due acciaierie sono stati fermati per motivi di sicurezza, visto peraltro che un black-out sulla rete elettrica aveva causato anomalie alla centrale ‘Taranto energie’. In fabbrica c’è stato un incontro azienda-sindacati: i lavoratori delle officine e manutenzioni centrali sono stati rimandati a casa e collocati in ferie; le officine dovrebbero tornare a funzionare lunedì prossimo. Alcuni operai si sono recati in infermeria per accertamenti, e sono stati poi dimessi, dopo aver accusato malori a causa di una fuga di gas che, secondo le informazioni raccolte dal sindacato, è stata provocata da un guasto elettrico alla sottostazione Tnb. Il nubifragio ha allagato la stazione ferroviaria del capoluogo ionico e dalle 11.30 tutti treni regionali in partenza e in arrivo sono stati cancellati fino al tardo pomeriggio, quando sono ripartiti i primi convogli. Trenitalia ha attivato per i viaggiatori un servizio sostitutivo con autobus collegando la città a Gioia del Colle (Bari), Brindisi e Potenza. Sempre in città una ventina di dipendenti dell’Amiu è rimasta bloccata per ore nell’edificio della zona Croce. Allagati e chiusi tre sottopassi, chiese, scuole e strutture sportive come il PalaMazzola. La tragedia si è invece consumata oggi nella zona industriale di Benevento. Adriano Tatavitto, 38 anni, capo squadra Enel, è morto folgorato mentre su un traliccio riparava un trasformatore da 20 mila volt; lascia la moglie e due figli piccoli di due e sette anni. È la terza vittima dell’alluvione che ha messo in ginocchio il capoluogo sannita. Resterà interrotta ancora per sei giorni la circolazione ferroviaria fra Benevento e Caserta, a causa dei danni provocati dall’esondazione del fiume Calore nella tratta Vitulano-San Lorenzo. L’interruzione sta causando ritardi, che potrebbero raggiungere le due ore e mezza, ai treni che collegano Roma con la Puglia.

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