| categoria: Roma e Lazio

Protesta contro “Maker Faire” alla Sapienza, 4 arresti

Finisce con quattro arresti e una denuncia, dopo cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine, la prima giornata di protesta degli studenti della Sapienza contro la decisione dell’ateneo di sospendere l’attività didattica per lasciare spazio al Maker Faire, la Fiera dell’Innovazione che si è aperta proprio oggi all’ università. I ragazzi si sono dati appuntamento questa mattina a piazzale Aldo Moro, l’ingresso principale dell’ateneo, per un sit-in di protesta, anche contro la decisione dell’organizzazione di non concedere agli universitari l’ingresso gratuito alla fiera ma solo una riduzione sul prezzo del biglietto. «Ci hanno caricato e disperso con l’uso degli idranti solo perchè volevamo entrare nella nostra università», la denuncia degli studenti che hanno pubblicato sul web video e foto di quanto accaduto nel piazzale antistante l’ingresso all’ateneo. «Un gruppo di facinorosi, nonostante i ripetuti bonari tentativi di dissuasione da parte dei Funzionari di Pubblica sicurezza presenti sul luogo – la versione invece della Questura di Roma – ha tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine, che hanno respinto il tentativo». Cinque gli studenti fermati a fine giornata, quattro in stato di arresto ed uno denunciato. Due agenti di polizia, invece, sono rimasti feriti. «Università libera», uno dei tanti cori che hanno accompagnato la protesta degli studenti. «L’università è stata di fatto privatizzata per i giorni della fiera», hanno spiegato alcuni di loro mentre tentavano di entrare nell’università presidiata dagli agenti di polizia. Per allontanare i manifestanti è stato utilizzato anche un idrante. «Anche oggi abbiamo trovato un muro – recita una nota degli studenti -. La Sapienza invece di presentarsi e confrontarsi con gli studenti e le studentesse ha delegato la gestione della situazione alle forze dell’ordine». «Questa – conclude il comunicato – è l’ennesima prova che, nella città di Roma, ogni voce critica e di dissenso viene concepita solo come se fosse un problema di ordine pubblico, gestito pertanto da attori come la questura e la prefettura». Nei prossimi giorni i movimenti promettono nuove azioni di protesta durante lo svolgimento della Fiera «nonostante i tentativi di repressione e il silenzio ostentato e vergognoso della Sapienza». Per lunedì 19, invece, si sono dati appuntamento al pratone dell’ateneo per ribadire che «l’università è di chi la vive, non di chi ci specula su».

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