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Ragazzo morto a Milano, si indaga su chi ha fornito la droga

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta con le ipotesi di «morte come conseguenza di altro reato» e «spaccio di stupefacenti», allo stato a carico di ignoti, sul caso di Elia Barbetti, il ragazzo di 17 anni precipitato nelle prime ore del mattino di ieri da una finestra dell’albergo dove si trovava per una gita di classe in occasione dell’Expo. Mentre l’autopsia, fissata per domani, potrebbe fornire ulteriori elementi per ricostruire le cause della tragedia, resta, comunque, prevalente al momento l’ipotesi di una caduta accidentale determinata da un malore o da uno svenimento, dopo una nottata trascorsa fumando spinelli e bevendo alcolici. Intanto, la madre di Elia, che viveva a Cecina (Livorno), si sfoga: «È vergognoso che un ragazzino di 17 anni vada due giorni a Milano e poi non torni più – ha spiegato -. Se le insegnanti non sono in grado di portare una scolaresca in gita allora forse non è il caso di andare in gita, perchè i ragazzi di oggi non sono i ragazzi degli anni Sessanta». Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini per esprimere «profondo cordoglio alla famiglia della vittima, alla scuola e ai dirigenti scolastici». Quello che è accaduto a Elia, così come la morte analoga cinque mesi fa di Domenico Maurantonio, volato giù anche lui da un albergo a Milano mentre era in gita, «sono episodi terribili». Tuttavia, ha aggiunto il ministro, «le gite scolastiche non sono in discussione, non sono queste organizzazioni le cause di questi drammi». Nel frattempo, gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone, puntano ad accertare in che modo il ragazzo e i suoi compagni di classe si siano procurati la marijuana che gli agenti hanno trovato nella camera e che i ragazzi hanno ammesso di avere fumato nell’albergo in via Stamira D’Ancona. Secondo le prime indagini, il giovane si sarebbe sporto, probabilmente per prendere una boccata d’aria, dalla finestra della camera al sesto piano, che ha un parapetto basso (poco più di un metro) in relazione alla sua altezza di 1 metro e 80 centimetri, e sarebbe precipitato forse per un malore o per uno svenimento. Il cadavere è stato trovato a cinque metri dal muro dell’ albergo sul quale il corpo ha sbattuto prima di precipitare ad una distanza valutata compatibile per ampiezza con l’altezza della caduta. Domani saranno eseguiti sia l’autopsia che gli esami tossicologici, accertamenti che potrebbero fare chiarezza su quale fosse la situazione psicofisica dello studente, quando è caduto giù, se avesse assunto alcol o altri tipi di droghe e se abbia avuto un malore e di che genere. I compagni di classe di Elia, intanto, sono tornati in Toscana, dopo che gli investigatori hanno ascoltato una decina di loro, tra cui i tre ragazzi che condividevano la camera con lui e che stavano dormendo quando è arrivata la polizia, dopo che una guardia giurata aveva trovato il cadavere. «Riteniamo attendibili le dichiarazioni degli studenti – ha chiarito il capo della Mobile, Alessandro Giuliano -. Alle 23 di ieri sono tutti andati via, qui non abbiamo trattenuto nessuno». La Scientifica ha raccolto le impronte attorno alla finestra da cui è caduto il ragazzo che, secondo quanto risulta dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, sarebbe caduto giù verso le 4 del mattino.

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