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Vaccini, sanzioni contro i medici che li sconsigliano? L’Anaao: “Una follia”

Il medico che sconsiglia le vaccinazioni potrebbe rischiare una sanzione per diffusione di “informazioni non basate su prove scientifiche”. È l’ipotesi, che sarebbe stata avanzata da alcune Regioni, al centro della discussione avviata dal ministero della Salute con i sindacati e l’Ordine professionale dei medici. Ma tra i medici è già polemica: il sindacato Anaao la definisce “un’ipotesi folle”. La questione intanto cammina in parallelo rispetto al provvedimento sull’obbligo delle vaccinazioni a scuola. L’accelerazione sui vaccini segue le polemiche dei giorni scorsi sull’aumento delle famiglie che decidono di non immunizzare i figli e il parere unanime degli assessori regionali alla sanità circa l’ipotesi di non ammettere nelle scuole gli studenti non sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie. Sul caso, ieri è stato il direttore generale alla Prevenzione, Ranieri Guerra, a confermare che “si sta pensando a un’ordinanza” per condizionare l’iscrizione a scuola all’avvenuta vaccinazione. In un momento in cui per le vaccinazioni si scende sotto la ‘soglia-rischio’ del 95%, lo Stato ha il dovere – ha detto in sostanza Guerra spiegando la filosofia dell’intervento – di proteggere la comunità scolastica: “Se non sei garantito dalla vaccinazione – ha aggiunto – non entri”.
Una proposta senza padri – Ma a far scoppiare la polemica oggi è la proposta di sanzionare i medici che sconsigliano alle famiglie di vaccinare i figli. Il ministero si è affrettato a precisare con un comunicato di non aver mai parlato di radiazione né di sanzioni che sono, per altro, di competenza dell’Ordine professionale: “La bozza di Piano Nazionale Vaccini – si dice nella nota del ministero – , attualmente all’esame della Conferenza delle Regioni, prevede esclusivamente percorsi di concertazione con gli Ordini e le associazioni professionali e sindacali per cogliere l’obiettivo condiviso di garantire adeguate coperture vaccinali”.

Dietro la formalità delle parole, però, da un lato lo stesso Guerra chiarisce così i termini della discussione: “Ne stiamo parlando con i sindacati dei medici – ha detto il capo della Prevenzione al ministero – e abbiamo constatato reazioni positive: il medico che parla male di una pratica raccomandata dal Servizio Sanitario da cui dipende è un medico infedele. Nei suoi confronti si potrebbe pensare anche alla sospensione della convenzione”. Dall’altro lato, secondo una bozza diffusa dall’agenzia Agi, il Piano vaccinale del ministero prevedrebbe “azioni di deterrenza e disciplina etica e professionale nei confronti dei medici e degli operatori infedeli che non raccomandano o sconsigliano la vaccinazione”.

E altre fonti ministeriali, le stesse che confermano nel Piano “qualcosa di coercitivo” che spinga i genitori a vaccinare i propri figli – pena l’esclusione dalla scuola – , riferiscono che da più Regioni è arrivata proprio la proposta di sanzionare medici e pediatri che sconsigliano le vaccinazioni. L’ipotesi, dunque, pur essendo senza paternità, è comunque sul tavolo del confronto sul Piano nazionale sui vaccini, che sarà discusso il 20 ottobre al vertice tra Regioni e ministero della Salute.

Le prime reazioni – “Un’ipotesi folle, ridicola, a questo punto sanzionassero i medici perché esistono…”. Così commenta la proposta delle sanzioni Costantino Troise, segretario dell’Anaao: “In un mondo in cui il ministro della Salute scrive la prefazione a un libro sulle medicine alternative, e fior di politici propongono di rendere facoltativi tutti i vaccini, prendersela con noi non ha senso. Serve una cultura della vaccinazione, certo, ma non i processi. E poi cosa facciamo, diamo retta a una mamma che ‘denuncia’ il medico, sentiamo anche il medico, insomma facciamo un processo a tutti gli effetti? E allora chi li processa i politici che sui vaccini hanno fatto danni enormi? Per parafrasare una famosa frase – conclude Troise – la sanità è una cosa troppo seria per farla fare ai politici…”.

Di tutt’altro avviso è Giorgio Conforti, referente per la Rete Vaccini della Federazione italiana dei pediatri: “Vaccinare deve essere un obbligo dell’operatore sanitario che, lavorando per il Sistema sanitario nazionale, deve seguire le raccomandazioni internazionali sulle vaccinazioni. Sono d’accordo che il vaccino non sia obbligatorio per i genitori, ma che lo sia per gli operatori sanitari. Un operatore sanitario – afferma Conforti – non può essere contrario alle linee d’azione stabilite da chi lo paga, cioè dal Sistema sanitario nazionale. Ha quindi il dovere e la responsabilità di convincere le famiglie a vaccinare i propri figli”.

Il decalogo sulle vaccinazioni – Nel piano vaccinale sarà incluso anche una sorta di decalogo con i punti chiave che riguardano sicurezza, efficacia, efficienza, organizzazione, etica, formazione, informazione e investimento.

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