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Birra perfetta in 3 mosse. E così non “gonfia”

Non è vero che la birra gonfia, basta saperla versare correttamente per far sviluppare la schiuma. Scopriamo perché senza la schiuma non c’è gusto, non c’è classe… e come ottenere le proverbiali “2 dita”. Se viene versata correttamente e la sua schiuma è ben compatta ed alta almeno 2 dita, la birra è più buona e non gonfia. Così c’è meno anidride carbonica e quindi la giusta quantità di bollicine. In barba del radicato luogo comune che la birra per via delle bollicine sia una bevanda “gassata” che determina una sensazione di gonfiore.
La schiuma è il filtro naturale che protegge la birra dall’ossidazione, ne mantiene integri aromi e fragranze amplificandone la piacevolezza e rendendola così più buona e digeribile. Attraverso la schiuma vengono dosati, con eleganza e gradualità, gli aromi del luppolo e del malto. Il gusto della schiuma, più amaro di quello della birra, esalta il suo caratteristico sapore, amplificandone la piacevolezza.
La sua assenza o non persistenza può significare che la birra è stata versata a una temperatura sbagliata (troppo calda o troppo fredda) o in un bicchiere non perfettamente pulito o non bagnato con acqua fredda. In altre parole, la schiuma è il primo indizio per capire se la birra è stata servita correttamente.
Il vetro è materiale più adatto per servire la birra: con la sua inerzia, è capace di esaltarne il colore, lasciandone intatte fragranza e sapore. Il bicchiere, lavato e ben sciacquato, va bagnato con acqua fredda prima di versare la birra. Si abbassa la temperatura avvicinandola a quella della birra, che scorrerà meglio lungo le pareti del bicchiere e favorirà la formazione della schiuma.
– La degustazione di una birra vive anche di gesti. E di tempi. Per percepire appieno il gusto della birra dal primo fino all’ultimo sorso, infatti, bisogna iniziare a rsarla con lentezza, tenendo leggermente inclinato il bicchiere fino a riempirlo per tre quarti e poi raddrizzarlo. Una volta raddrizzato il bicchiere versiamo la birra più velocemente, per far sviluppare la giusta quantità di schiuma.

Sfatiamo un mito: la birra non va bevuta gelata! Una birra troppo fredda perderà gran parte del suo bouquet aromatico e avrà una schiuma poco persistente. Per la classica birra chiara, la temperatura di servizio varia dai 3°C ai 6°C, salendo man mano che aumenta la gradazione alcolica.
AssoBirra presenta la web app di “Birra io t’adoro”, “Per me una birra” (www.permeunabirra.it), pensata per le giovani donne under 35 che amano gustare questa bevanda senza rinunciare a mantenersi in forma. 50 ricette selezionate e interpretate da un team di esperte e abbinate a un calice (0,20 l) della birra giusta, in un viaggio alla scoperta della nuova tendenza foodie che sa mettere d’accordo gusto e bilancia e sancisce il cambiamento di un’epoca. Perché la birra oggi è sempre più donna: 6 su 10 la consumano regolarmente e il 43% beve birra perché si abbina bene al cibo. Per ogni abbinamento (dalla pasta alla carne, dal crudo al pesce, fino alle ricette vegetariane e alla pizza) oltre alla ricetta anche l’indicazione delle calorie totali e un commento nutrizionale. L’iniziativa può contare sulla testimonianza di una appassionata d’eccezione come la campionessa di tuffi Tania Cagnotto.

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