| categoria: Dall'interno

TANGENTI/ Pm Milano, no alla scarcerazione di Mantovani

Per la Procura di Milano l’ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani deve rimanere in carcere. Il pm Giovanni Polizzi ha espresso infatti parere negativo sulla richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Roberto Lassini, difensore del politico di Forza Italia arrestato martedì scorso per concussione, corruzione e turbativa d’asta assieme al suo collaboratore, Giacomo Di Capua, e all’ingegnere Angelo Bianchi. Istanza sulla quale si esprimerà il gip di Milano Stefania Pepe. L’avvocato Lassini, intanto, stamani ha incontrato il suo assistito, detenuto nel carcere di San Vittore, che ha ricevuto anche la visita del presidente dei Popolari per l’Italia, Mario Mauro. E prepara le sue contromosse, depositando una memoria difensiva negli uffici del pm Polizzi e del gip Pepe e lanciando un appello all’Unione Europea. La memoria si concentrerebbe in particolare sui rapporti tra Mantovani e l’architetto Stefano Parotti che, secondo l’accusa, avrebbe eseguito gratuitamente alcuni lavori su immobili riconducibili al politico in cambio di una corsia preferenziale per appalti pubblici. Sono allegati una serie di documenti bancari e contabili necessari, secondo l’avvocato Lassini, per dimostrare che «Mantovani non è mai stato il beneficiario delle prestazioni professionali dell’architetto Parotti». Tra le carte depositate dal legale, anche alcuni rogiti notarili degli anni 2003 e 2004 relativi agli spazi concessi in usufrutto a Parotti all’interno di Villa Clerici di Rovellasca. Documenti «firmati da un amministratore che non è Mantovani». Il difensore ha lanciato quindi un appello, chiedendo un «intervento» dell’Unione Europea «su una richiesta di custodia cautelare rimasta nel cassetto tredici mesi prima di essere eseguita» e su un arresto «senza presupposti di legittimità». Come anticipato da alcuni quotidiani, inoltre, ci sono altri sei indagati nell’inchiesta con al centro presunti appalti truccati. Tra questi Francesco Errichiello e Vincenzo Battaglia, rispettivamente l’ex provveditore delle opere pubbliche in Lombardia e il responsabile del progetto per la costruzione della casa di riposo di Arconate, dove Mantovani fu sindaco dal 2001 al 2013, finito sotto le lente d’ingrandimento della Procura. Sono coinvolti, poi, Antonio Pisano, contabile di Mantovani, e gli amministratori delle società e delle fondazioni riconducibili al politico. Persone che nei prossimi giorni verranno ascoltate dagli inquirenti. La prima tappa di un lungo giro di interrogatori è prevista però per lunedì, quando comparirà davanti al pm Polizzi l’ex vice di Maroni, che resta a San Vittore in attesa della decisione del gip sulla richiesta di scarcerazione.

Ti potrebbero interessare anche:

Si ispirerà all'expo di Milano il prossimo carnevale di Venezia
Immigrati, a Cuneo i cittadini comprano l'hotel per non farli arrivare
Il delitto di Ancona autentica esecuzione, la donna finita con un colpo alla testa mentre era a terr...
CAIVANO/ Violentata e gettata dal balcone: arrestato il vicino di casa della piccola Fortuna
In Italia bus troppo anziani, età media è 12 anni
Cilento terra della longevità, dna, stile di vita e dieta



wordpress stat