| categoria: sanità Lazio

DIETRO AI FATTI/ Il “caso Frosinone”rischia di costare caro a Zingaretti

Situazione esplosiva nella Asl ciociara. Dalla cabina di regia “ordine di evacuazione” per il direttore generale Mastrobuono sotto tiro da parte dell’opposizione di centro destra e di alcuni amministratori locali. C’è il posto pronto allo Spallanzani, ma nessun manager vuole andare nella fossa dei leoni. L’Azienda ha avuto l’autorizzazione ad assumere 22 medici, ma si sono fatti avanti in pochi
Filippo Marzi

Non se ne dovrebbe parlare – e infatti Zingaretti e i suoi tacciono deliberatamente – ma è una delle ferite aperte della sanità laziale, uno dei problemi più spinosi che la Cabina di regia si trova a dover gestire e risolvere: la Ciociaria, la Asl di Frosinone, con annessi e connessi. Dire che la situazione è esplosiva è dir poco, l’opposizione di centro destra picchia duro da mesi, le amministrazioni locali hanno i nervi a fior di pelle, il territorio soffre, i media soffiano sul fuoco. Al centro Isabella Mastrobuono, coriacea direttore generale venuta su dalla scuola illuminata del compianto prof. Guzzanti. E’ una che se ne intende, assolutamente competente e capace sul piano della programmazione sanitaria e della gestione ospedaliera. Meno nelle pubbliche relazioni. I risultati li ha ottenuti, il suo programma lo sta portando avanti a dispetto dei santi, ma ha pestato troppi piedi e calpestato troppi interessi. Da qui il problema di Zingaretti, che l’ha scelta (pochi manager vantano i suoi titoli del resto) e ora la deve difendere contro tutto e contro tutti. La provincia è in buona parte di area moderata, in alcune parti è centro destra spinto. Ma è pur vero che il Pd conta parecchio. Della sanità, della salute dei cittadini a Zingaretti interessa poco o nulla. Ma non può permettersi di mettere in discussione il controllo del territorio ciociaro. Quindi ha già detto apertamente, la Mastrobuono andrà allo Spallanzani, che dopo essere stato accorpato- per “errore” – all’Ifo deve tornare a vivere per conto proprio. E da quella investitura “coram populo” la manager sta con la valigia in mano, pur continuando ad aprire strutture, a mettere ordine, a gestire le diverse emergenze ( ospedale di Frosinone, Cassino, etc). Ma il risiko delle poltrone ha il motore inceppato e la fase di stallo si prolunga. Uno dei problemi cruciali è quello della sostituzione della Mastrobuono, nessun vuole andare a Frosinone, nessuno vuole mettere il capo sul ceppo del boia spontaneamente. E la situazione peggiora di giorno in giorno. Per colpa della indecisione di Zingaretti. Un esempio. La Asl di Frosinone ha avuto in deroga l’autorizzazione ad assumere 22 medici: non riesce a trovare candidati, sono una mezza dozzina ha risposto all’invito. Gli altri posti restano scoperti. Non s’era mai visto nulla di simile. Non solo i manager, ma anche gli specialisti preferiscono stare in panchina o in sedi disagiate piuttosto che andare in Ciociaria. L’emergenza non può durare all’infinito, e le pressioni aumentano. Rischia di essere la peggior sconfitta per Zingaretti.

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