| categoria: Roma e Lazio

IN PRIMO PIANO/ Buca Capitale, la città è nei guai

Dal 30 settembre nessuno ripara più voragini e crepe del manto stradale capitolino E’ una delle emergenze più terribili che la capitale si trova ad affrontare letteralmente a mani nude. Arriveranno in extremis dei fondi da Palazzo Chigi , qualcosa si farà, ma non si riuscirà certo a risolvere le centinaia di crepe e voragini che rendono e pericolose le strade di tutti i quartieri. Giubileo a parte la questione è aperta da tempo immemorabile. E’ una storia di incuria, di cattiva amministrazione, di lavori mal fatti (soprattutto) e di appalti truffaldini (in molti casi). Che fare? Intanto si affronta la emergenza con deviazioni del traffico, cartelli di avviso, con i vigili costretti a fare la guardia ai crateri più profondi. Ci si può perdere la vita, in questa situazione da Terzo Mondo
Paolo Turci
E’ una delle emergenze più terribili che la capitale si trova ad affrontare letteralmente a mani nude. Arriveranno in extremis dei fondi da Palazzo Chigi , qualcosa si farà, ma non si riuscirà certo a risolvere le centinaia di buche, crepe e voragini che rendono sinistre e pericolose le strade di tutti i quartieri. Giubileo a parte la questione è aperta da tempo immemorabile e resterà aperta ancora per molto. E’ una storia di incuria, di cattiva amministrazione, di lavori mal fatti (soprattutto) e di appalti truffaldini (in molti casi). Che fare? Intanto si affronta appunto la emergenza a mani nude, con deviazioni del traffico, cartelli di avviso, con i vigili costretti a fare la guardia ai crateri più profondi. Ci si può perdere la vita, in questa situazione da Terzo Mondo. Roma dal 30 settembre è rimasta senza un appalto per la manutenzione del manto stradale delle maggiori arterie , dall’Eur al Trionfale, da Tor Bella Monaca a corso Francia, ma dappertutto si è al limite di guardia. Non si rischia la vita ma certamente gli ammortizzatori anche a Piazza Venezia e dintorni. E non tutti i romani hanno a disposizione Suv e fuoristrada. Per le due ruote poi è un inferno quotidiano e non si contano gli accessi al pronto soccorso degli ospedali per motivi spesso seri, da codice rosso. Le piogge poi fanno saltare le toppe di bitume lasciando situazioni ancor peggiori e pronto intervento, sorveglianza, manutenzione sono parole romanticamente vuote in questo momento. E certo non si può distogliere l’intero corpo dei vigili per presidiare le buche più profonde. Meglio una transenna e via. Ma per i romani significa una serie di gimkane per niente simpatiche. Soluzioni all’orizzonte non se ne vedono, ma nemmeno è scattata la caccia alle responsabilità. Perché i responsabili ci sono, indubbiamente, hanno nome e cognome. Sindaci, assessori, presidenti di municipi ma soprattutto dirigenti e funzionari incapaci di vedere al di là del proprio naso. E ancora, imprese infedeli o incapaci, controllori distratti o interessati. Se la città è una immensa gruviera non è anche perché si è consentito l’uso di materiali inadatti o scadenti, O perché si è pensato di poter risolvere tutto con un paio di gettate di bitume fresco? E pagherà mai qualcuno per questo? Come se ne esce? Riusciranno i nostri eroi a concentrarsi sul problema, sfruttando le risorse che il Giubileo mette a disposizione costringendo tutti a lavorare 24 ore su 24? Esiste una mappa per questa emergenza? Mafia capitale o non mafia capitale si può trovare una via d’uscita, una sorta di corridoio umanitario? Troppi interrogativi, risposta nessuna. Nemmeno il fai da te, che molti cittadini hanno provato, funziona.

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