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MAFIACAPITALE/ Si comincia, il Comune parte civile. Marino non ci sarà

Mafia Capitale, si inizia. Con il processo con rito abbreviato all’ex direttore generale dell’Ama, Giovanni Fiscon, la maxinchiesta che ha terremotato i palazzi della politica capitolina passa dagli uffici della Procura alle aule del tribunale. Un primo appuntamento a cui, in sindaco dimissionario Ignazio Marino non prenderà più parte. Al suo posto ci sarà un rappresentante dell’Avvocatura capitolina a rinnovare ufficialmente la richiesta di costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale. Tre giorni dopo inizierà il processo al clan di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Alla sbarra ci saranno circa 40 imputati. Oltre a Fiscon, domani a processo anche Emanuela Salvatori (ex responsabile del coordinamento per i nomadi), Emilio Gammuto (collaboratore di Salvatore Buzzi), Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi, uomini vicini a Massimo Carminati. Le «attenzioni» sulla municipalizzata dell’immondizia da parte di Mafia Capitale, rappresentano uno dei filoni più corposi della maxinchiesta. Fiscon è accusato di corruzione aggravata per aver, secondo l’accusa, agevolato l’associazione di tipo mafioso diretta da Massimo Carminati. La difesa ha chiesto, in particolare, di accedere al rito alternativo condizionato all’audizione di una ventina di testimoni. Si tratta di ex dirigenti di Ama (gli ex presidenti Daniela Valentini, Domenico Tudini, Giovanni Hermanin, Giorgio Benvenuti e l’attuale numero uno Daniele Fortini) oltre all’ex ad della stessa società municipalizzata Franco Panzironi, all’ex sindaco Gianni Alemanno e al prefetto Goffredo Sottile, che verrebbe citato nella veste di commissario del governo per l’emergenza Rifiuti di Roma dal 2012 al gennaio del 2015. Marino – che poco prima di firmare il 12 ottobre scorso le sue dimissioni aveva espresso la «ferma intenzione» di essere presente domani al processo – ha sempre rivendicato di «non ritenere adatto» Fiscon per il ruolo a cui fu riconfermato in Ama nel luglio 2014. E agli atti dell’inchiesta resta l’esplicito sms di Salvatore Buzzi: «Marino 0 Fiscon 2»: il Ras delle coop si era mosso, secondo l’accusa, per «respingere l’offensiva del sindaco». E allora ci riuscì. Il processo a Fiscon sarà la prima «verifica» per l’impianto accusatorio in vista del rito abbreviato richiesto dall’ex assessore comunale di Roma, Daniele Ozzimo, e fissato per il 26 di ottobre. Con lui davanti al giudice Alessandra Boffi sfileranno anche il consigliere comunale di Centro Democratico, Massimo Caprari, Gerardo e Tommaso Addeo, collaboratori di Luca Odevaine, Paolo Solvi collaboratore dell’ex presidente del X Municipio, Andrea Tassone. Nei confronti degli imputati l’accusa della Procura di Roma è di corruzione. Nello stesso giorno il gup esaminerà la proposta di patteggiamento concordata dalla procura con quattro ex dirigenti della cooperativa «La Cascina». Sono Francesco Ferrara, Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita. Le pene concordate sulle quali dirà l’ultima parola il gup vanno da due anni e otto mesi per Ferrara a due anni e sei mesi di reclusione per gli altri tre.

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