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SVIZZERA/ Storica vittoria Udc, mai tanti voti per un partito dal 1919

Il risultato del voto politico di ieri in Svizzera segna una vittoria storica per il partito anti immigrati Unione di Centro (Udc-Svp), che secondo i dati definitivi diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) ha raccolto il 29,4% dei consensi, salendo di 2,8 punti percentuali rispetto al 2011 e stabilendo un record assoluto. Mai nessun partito elvetico aveva raggiunto tanti consensi dall’introduzione del sistema proporzionale nel 1919. Il precedente primato era pure dell’UDC, 28,9% nel 2007. Il secondo partito del paese è il Partito socialista (Ps), attestatosi ieri al 18,8%. Nel confronto con quattro anni or sono guadagna 0,1 punti, ma rimane assai vicino al suo minimo storico del 1987 (18,4%). Al terzo posto si classificano i conservatori pro business del partito liberal radicale, con il 16,4% dei voti. Dal 2011 vi è una crescita di 1,3 punti: significativa in quanto si tratta della prima dal 1979. Non hanno invece invertito la tendenza i cristiani democratici (PPD), che scendono all’11,6% (-0,7 punti), peggiore risultato di sempre. La quinta formazione è rappresentata dai Verdi, al 7,1%, in calo di 1,3 punti. Perdono terreno anche Verdi liberali (-0,8 punti a 4,6%) e il Partito borghese democratico (-1,3 punti al 4,1%). Le altre formazioni sono Partito evangelico (1,9%), Lega (1,0%), Partito del lavoro (0,6%) e MCG ginevrino (0,3%). Al Consiglio nazionale, camera bassa del parlamento svizzero, i 200 seggi vengono così ripartiti: 65 UDC, 43 PS, 33 PLR, 27 PPD, 11 Verdi, 7 Verdi liberali, 7 PBD, 2 PEV, 2 Lega, 1 PdL, 1 MCG e 1 Partito cristiano sociale. La destra svizzera esce dunque premiata da un voto che in gran parte si è giocato sui temi dell’immigrazione e del rapporto con l’Unione Europea, di cui la Svizzera non fa parte ma con la quale condivide lo spazio Schengen. Un voto che è giunto al termine di una legislatura segnata da eventi importanti di segno opposto. Il primo è la fine del segreto bancario e la firma di accordi fiscali con altri paesi fra cui l’Italia. L’altro è stato il voto del 9 febbraio 2014 contro «l’immigrazione di massa». Voluta dall’Udc, la consultazione è stata un vero terremoto in Svizzera. Entro il 2017 il governo dovrà tradurre il voto in legge, limitando l’ingresso degli stranieri. Dopo il voto di ieri la prossima tappa importante è il 9 dicembre quando il parlamento svizzero dovrà eleggere uno a uno i sette consiglieri che compongono il governo. Tutti i membri uscenti sono decisi a ricandidarsi, riproponendo la tradizionale ripartizione dei posti fra i principali partiti, secondo la filosofia svizzera del governo del massimo consenso possibile. Ma questa volta l’Udc, forte della crescita dei consensi, potrebbe riuscire a conquistare un secondo consigliere. Malgrado sia il primo partito in Svizzera, l’Udc ha un solo consigliere dal 2007. Allora le altre formazioni in parlamento riuscirono ad estromettere Christopher Blocher, entrato al governo nel 2004 ed accusato di scarso rispetto della collegialità delle decisioni. Al suo posto fu eletta Eveline Widmer-Schlumpf, del partito borghese (ex Udc). Gli altri membri sono due esponenti socialisti, due liberalradicali e un democristiano

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