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La lettera di Manfredi Borsellino alla figlia: “Non curarti delle critiche”

 «Tieni a mente un verso della Divina Commedia del poeta Dante mentre descrive i vili, cioè ‘coloro che visser senza ‘nfamia e senza lodò: ‘non ragioniam di loro, ma guarda e passà, ovvero non ti curare di loro ma guarda avanti e non ti vergognare mai di tutte le volte che proverai forti emozioni di piangere o di commuoverti». Lo scrive il figlio di Paolo Borsellino, Manfredi, in una lettera a Repubblica in cui risponde alla domanda della figlia sule parole del magistrato Silvana Saguto. «Non abbiamo voluto commentare quelle parole perchè sono incommentabili, ma la domanda di mia figlia esige forse una risposta», scrive Borsellino. «Perchè una donna che non ha mai frequentato la nostra casa, ha ignorato per anni la nostra stessa esistenza (come noi a dire il vero la sua), il cui nome non abbiamo mai sentito pronunciare ai nostri genitori ha avuto l’ impellente necessità, interloquendo al telefono con un’amica, di esprimere giudizi così trancianti e cattivi nei riguardi del sottoscritto e di sua sorella Lucia?». «Io, cara Merope, a questa tua legittima domanda ti confesso non sono in grado di rispondere. Per tuo padre articolare una risposta è impresa ardua, non avendo avuto mai ‘l’onorè di conoscere direttamente la signora che ha pronunciato quelle offese», prosegue Borsellino. «Onore che però hanno avuto tante persone importanti della tua città. Forse un giorno qualcuna di queste persone qualificate ti spiegherà ciò che io non sono in grado di spiegarti». 

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