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Riciclaggio e diritti tv, blitz della Finanza nelle sedi di Tacchini e Bonelli

– Hanno avuto come bersagli anche grossi nomi e storici brand dell’imprenditoria italiana le nuove perquisizioni della Gdf di Milano scattate in un filone della più ampia indagine che si occupa anche delle presunte irregolarità sui diritti tv del calcio, quello sul presunto riciclaggio con al centro la fiduciaria Tax and Finance. Sono state perquisite, infatti, anche le sedi della casa editrice di fumetti Sergio Bonelli Editore che pubblica ‘Dylan Dog’, ‘Tex’ e ‘Nathan Never’, del noto marchio di abbigliamento sportivo Sergio Tacchini e dell’azienda emiliana che produce caffè Mokarabia. L’attività dei militari del Nucleo di polizia tributaria effettuata a inizio settimana, e che ha avuto come obiettivi in totale 15 società, è la seconda tranche di un blitz sui clienti di Tax and Finance – il cui socio Andrea Baroni è finito in carcere lo scorso 9 ottobre – che già lo scorso 14 ottobre aveva portato a nove perquisizioni. L’ipotesi, infatti, è che i clienti perquisiti (allo stato, però, non indagati) abbiano utilizzato le ‘strutturè messe a disposizione da Baroni, accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, e da altri suoi soci per portare all’estero grosse somme di denaro frutto di evasione fiscale. E così poco più di una settimana fa nel mirino delle Fiamme Gialle, alla ricerca di carte e altro materiale, erano finiti, tra gli altri, anche Franco Sarto, imprenditore nel campo delle calzature, Luigi Colombini, procuratore e manager anche di tennisti di fama mondiale come Andy Murray, e Manfredi Ravetto, ex team manager della Caterham F1. Dal filone di indagini su quella che i pm hanno definito una vera e propria «centrale» del riciclaggio, nei mesi scorsi (la prima informativa della Gdf è del luglio scorso) per via delle intercettazioni tra Baroni e alcuni manager di Infront, società ‘advisor’ nella compravendita dei diritti tv del calcio, sono nate altre due tranche. La prima è relativa alla presunta gara truccata per l’assegnazione dei diritti televisivi della scorsa primavera e per la quale sono indagati, oltre al presidente Marco Bogarelli e altri due manager di Infront, anche due dirigenti di Rti (gruppo Mediaset). In questo filone, coordinato sempre dai pm Roberto Pellicano, Giovanni Polizzi e Paolo Filippini, si sta indagando anche sul ruolo avuto dal presidente della Lazio e consigliere della Figc, Claudio Lotito, anche lui indagato. L’altro troncone, invece, riguarda il cosiddetto ‘maquillagè dei bilanci di alcune squadre di calcio, tra cui Genoa e Bari – i loro presidenti Enrico Preziosi e Gianluca Paparesta sono indagati per ostacolo all’attività di vigilanza della Covisoc – con operazioni finanziarie, anche basate all’estero, che sarebbero state effettuate da Infront, sempre tramite Tax and Finance, che ha la sede operativa a Lugano. E mentre le tranche di indagine sul riciclaggio e sui presunti finanziamenti ‘occultì ad alcune squadre sono in fase più avanzata, il capitolo diritti tv è ancora da approfondire e sviluppare. Si indaga, in particolare, su un «network» di soggetti che avrebbero preso accordi per pilotare la gara a favore di Mediaset, attraverso Infront, e su «incroci» di assetti e partecipazioni societarie ‘occultè. Agli atti c’è anche l’ormai famosa telefonata registrata dal dg dell’Ischia Pino Iodice mentre parlava con Lotito, con quest’ultimo che, tra le altre cose, diceva: «io quando vado a vendere i diritti televisivi, che abbiamo portato a 1,2 miliardi (…) sono riuscito a mettere d’accordo Sky e Mediaset».

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