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FESTAROMA/ Osborne, il piccolo principe tocca le nostre vite

Far conoscere a una nuova generazione di bambini «un libro che tocca le nostre vite», e «far aprire gli occhi ai genitori, promuovendo il dialogo con i figli». Sono fra gli obiettivi che si era posto Mark Osborne, già regista di Kung Fu Panda, nella sua trasposizione animata de ‘Il piccolo Principè il capolavoro di Antoine de Saint-Exupery. Il film che miscela Cg, disegni e stop motion, dopo il debutto a Cannes, è alla Festa del Cinema di Roma, che lo presenta insieme a Alice nella città, in attesa dell’uscita il 1 gennaio con Lucky Red. Il regista ci ha pensato bene prima di accettare il progetto di produzione francese, su un libro che dalla pubblicazione nel 1943 si è affermato come un cult per grandi e piccoli con traduzioni in 250 lingue e circa 140 milioni di copie vendute. Il fatto che «in Cina e Indonesia abbiano accettato Kung Fu Panda come una celebrazione della loro cultura, mi ha dato il coraggio di affrontare questo capolavoro – spiega Osborne -. Volevo creare un’esperienza cinematografica che corrispondesse il più possibile all’emozione del libro. Tra le massime fonti d’ispirazione per me c’è stato Miyazaki e la sua forma d’animazione così lirica e poetica». I capitoli e i personaggi principali del romanzo (oltre al piccolo principe e il Pilota, fra gli altri, la Rosa, la Volpe Il vanitoso, L’uomo d’affari, il Serpente) si fondono con la storia di una bambina di oggi, proiettata solo sullo studio e i suoi doveri, sotto la guida di una madre, manager in carriera, che ha programmato ogni attimo della vita della figlia. L’incontro con un originale vicino di casa, un anziano pilota che le fa scoprire la storia del Piccolo Principe, porta la bambina a vivere finalmente la sua infanzia. «Volevo proteggere il libro. Sarebbe stato impossibile farne un adattamento integrale – sottolinea il cineasta -. La bambina ce ne mostra le parti più significative attraverso la sua immaginazione». Lei « è colpita soprattutto dagli elementi legati alla sua vita, come la passione e di crescere, la solitudine, la famiglia spezzata». Un doppio binario di racconto, che corrisponde alle diverse forme d’animazione: la Cg per la bambina e per le parti da Saint-Exupery «la stop motion realizzata con la carta, per creare un ponte con le illustrazioni originali del libro». Nella versione inglese Il piccolo principe ha le voci, fra gli altri di Jeff Bridges, Marion Cotillard, Benicio Del Toro, e James Franco mentre in quella italiana, ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann, Giuseppe Battiston, Pif e Alessandro Siani. «Sono entusiasta del cast in Italia – dice Osborne -. Mi commuove come il film in ogni paese dove arrivi, sia trattato con la stessa cura».

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