| categoria: Dall'interno, Scuola

Sindacati in piazza contro la “buona scuola”

Cgil, Cisl e Uil sono scese oggi in piazza in tutta Italia per un «protesta day» sotto l’insegna #unionefalascuola. Due i motivi dell’iniziativa: la contestazione della riforma della Buona Scuola e la richiesta di rinnovare il contratto, «fermo da 6 anni». «Non si capisce come faccia la ministra Giannini a dire che nella scuola tutto va per il meglio, con un avvio d’anno segnato come non mai da difficoltà e disfunzioni di vario genere, che in occasione della manifestazione del personale ATA sono state denunciate con forza dalla delegazione di lavoratori che ha incontrato l’Amministrazione», tuona Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola. «Il Governo non faccia orecchie da mercante. Rinnovi il contratto per ridare la giusta dignità al lavoro nella scuola», aggiunge la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sollecitando lo stanziamento nella legge di stabilità di maggiori risorse per il rinnovo dei contratti di lavoro e per cambiare la legge 107 sulla Buona Scuola. «Dalle tante manifestazioni unitarie dei sindacati scuola che si sono svolte oggi, è venuta forte la richiesta di cambiare la pessima legge sulla scuola e di rinnovare il contratto nazionale. Le scelte del Governo vanno in senso opposto», fa notare Domenico Pantaleo, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. «Purtroppo lo sciopero di oggi non è novità. Siamo al 60/mo sciopero nel settore scuola nel 2015, nel 2014 erano state 16 le giornate di sciopero. Un dato sproporzionato rispetto ad un Governo che sta investendo sulla scuola 3 miliardi. Stessa cosa sull’investimento che stiamo facendo sui docenti», commenta il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, a margine dell’ iniziativa sul «La Buona Scuola» organizzata dall’Associazione Nazionale Presidi (ANP) a Montecatini. «È innegabile che crediamo nel corpo docente assumendone 100mila a tempo indeterminato e avendo investito 200 milioni di euro per il merito – aggiunge Toccafondi – non bisogna dimenticare, ma i sindacati lo fanno spesso, i 381 milioni che abbiamo appena dato a tutti i professori per l’aggiornamento, i famosi 500 euro. I fatti stanno dimostrando che dopo decenni e decenni di tagli questa maggioranza investe sulla scuola e fa entrare nella scuola la valutazione, la qualità e il merito». A Firenze sono scesi in piazza i rappresentanti dei Cobas che hanno invitato a «continuare la mobilitazione nelle scuole contro gli effetti della legge 107», chiedendo inoltre «l’assunzione di tutti i precari», «condizioni di lavoro dignitose» per i docenti e «recupero salariale

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