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Alfano: Berlusconi da Forza Italia a Forza Lega

Angelino Alfano torna ad attaccare le scelte del suo ex ‘padre politico’, Silvio Berlusconi. Forza Italia? Ora è «Forza Lega». Sotto accusa l’annunciata partecipazione del Cavaliere alla manifestazione dell’8 novembre a Bologna targata Carroccio. Il leader di Ncd difende la scelta dei moderati che, se non possono governare da soli, si alleano con il Pse. E quindi, in Italia, con il Pd. Insomma: il centrodestra siamo noi, i moderati siamo noi. Mentre Forza Italia «si è consegnata alla Lega, sezione italiana della Le Pen». Difficile però non vedere nell’attacco a Berlusconi e nell’orgogliosa rivendicazione del proprio moderatismo di Alfano un riflesso delle beghe interne al partito. Quagliariello continua da giorni a gettare benzina sul fuoco. «Non c’è spazio per i ‘Moderati per Renzi’. Renzi fa già il moderato di se stesso», ironizza l’ex capogruppo al Senato. «Non potrei mai stare in quel campo», ribadisce ponendosi all’opposto del richiamo al moderatismo alleato con i socialisti del leader di Ncd. Intanto in Sicilia naufraga, tra le pressioni di parte del partito, l’ipotesi di una partecipazione di Ncd al nuovo governo Crocetta. Un’ipotesi, ricordano gli oppositori a questa opzione, che peraltro proprio Alfano aveva escluso. Il partito a Palermo sceglie quindi una posizione defilata, un appoggio esterno finalizzato alle riforme. Il centrodestra appare sempre più sfilacciato e in cerca di un collante. E il caso Roma, con Marino che torna a far intendere che le dimissioni potrebbe non confermarle, finisce per agitare le acque anche nelle opposizioni. Le parole d’ordine «Marino dimettiti» ed «elezioni in primavera» sono comuni, ma si fa notare lo scontro a distanza tra la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, e l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. I due ex compagni di partito, con una solida militanza prima nel Msi e poi in An e nel Pdl, non se le mandano a dire. La prima, dagli schermi di SkyTg24, lancia un affondo su Alemanno che, dice, «non ha fatto bene il sindaco». Il secondo le ricorda che, incidentalmente, Roma l’hanno governata insieme per 5 anni. E così ancora una volta va in scena il copione della destra (e del centrodestra diviso) che assumerà plastica rappresentazione nella piazza di Roma, convocata da Fitto, e in quella di Bologna, convocata da Salvini con la possibile (ma non sicura) partecipazione di Berlusconi.

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